Raid all'Accademia di Kiev e allarme su Kaliningrad: il Cremlino amplia le forze armate

Attimi di panico e distruzione hanno sconvolto il centro di Kiev, dove un attacco condotto con droni russi ha centrato in pieno lo storico edificio dell'Accademia delle Scienze. Le immagini dell'impatto testimoniano la drammaticità di quei momenti: fiamme altissime, densi fumi neri e dipendenti intrappolati all'interno della struttura che cercavano scampo calandosi disperatamente dalle finestre con le scale d'emergenza dei vigili del fuoco. Tra i sopravvissuti c'è Ihor, che ha descritto l'angoscia vissuta spiegando di aver pensato solo alla propria famiglia e di aver temuto di morire a causa delle porte rimaste bloccate. Il bilancio accertato nella capitale è di un morto e 17 feriti, inserendosi in una campagna di bombardamenti che le forze di Mosca hanno intensificato anche su altre metropoli strategiche, tra cui Odessa e Dnipro.
La mossa del Cremlino tra diplomazia ed espansione bellica
Sul versante politico e strategico, Vladimir Putin sta portando avanti un doppio binario. Da una parte, il presidente russo ha inviato a Washington il proprio emissario speciale Kirill Dmitriev per avviare colloqui orientati a sondare le condizioni per una possibile fine della guerra. Dall'altra, nelle medesime ore, il Cremlino ha firmato un decreto per portare l'organico complessivo delle forze armate russe a oltre 2,4 milioni di persone. Una mossa a cui ha fatto eco la dura reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha accusato Mosca di pianificare una nuova mobilitazione che comprende anche l'impiego sul campo di diecimila militari nordcoreani. Zelensky ha inoltre espresso gratitudine verso il Belgio, confermando l'arrivo di tre caccia F-16 entro la fine dell'anno per rafforzare la difesa aerea ucraina.
Lo scontro aperto con l'Europa e l'avvertimento dell'Alleanza Atlantica
Le forniture di armamenti occidentali continuano a inasprire i toni con Mosca. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha apertamente affermato che l'Europa sta conducendo una guerra diretta contro la Russia. A complicare ulteriormente il quadro diplomatico è arrivato l'attacco frontale di Putin contro le nuove manovre militari alleate nei pressi dell'exclave di Kaliningrad: il leader russo ha ammonito che, qualora necessario, il territorio verrà difeso ricorrendo all'intero arsenale, alludendo in maniera trasparente all'opzione nucleare. Immediata la replica della Nato, che attraverso un portavoce ha respinto ogni accusa di belligeranza, ribadendo che non sussiste alcuna minaccia all'integrità territoriale russa e che l'organizzazione mantiene esclusivamente la natura di un'alleanza difensiva.
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