Sechi: “Gli ebrei italiani contro il ddl antisemitismo? Utili idioti. A Gaza nessun genocidio”. Scontro con Feltri, Aprile e Telese
È scontro a In Onda, su La7, durante il confronto tra il direttore di Dire Mario Sechi, il giornalista Stefano Feltri e i conduttori Marianna Aprile e Luca Telese sul disegno di legge contro l’antisemitismo. Al centro della discussione ci sono il voto che il Pd si prepara a esprimere alla Camera e la lettera, pubblicata sul Manifesto, con cui un gruppo di intellettuali italiani ed ebrei ha spiegato le ragioni della propria contrarietà al provvedimento.
Il disegno di legge, già approvato dal Senato il 4 marzo, arriverà nell’Aula di Montecitorio venerdì 2 ottobre. Elly Schlein ha annunciato che il Pd voterà contro qualora la maggioranza non accetti di modificare o eliminare il riferimento alla definizione di antisemitismo dell’IHRA. Secondo i democratici, infatti, tale definizione sarebbe troppo ampia e rischierebbe di sovrapporre l’odio antiebraico alla critica delle politiche dello Stato di Israele.
Sechi interpreta la posizione del Pd come il risultato di una trappola politica: “Il Pd ha problemi alla sua sinistra e con quello che pensa la segretaria Schlein. Hanno cavalcato tutta l’ondata pro-Pal e sperano di capitalizzarla alle urne. Dunque si sono ritrovati intrappolati anche nella questione dell’antisemitismo. Come uscirne? Non votando questa legge. Grave“.
L’ex direttore di Libero richiama poi la posizione di Emanuele Fiano: “Ha annunciato che probabilmente lascerà il partito. Certo, non è la prima volta che lo dice, però mi attendo che Fiano, che è persona seria, sia coerente e che lasci il Pd. Le scelte politiche di Schlein sono quelle di un partito movimentista e sbilanciatissimo a sinistra – continua – Sulla guerra in Medio Oriente, la segretaria dem ha scelto la parte filopalestinese, di cui non condivido neanche una virgola. Il Pd ha dimenticato il 7 ottobre ed è passato direttamente alla narrazione dell’8 ottobre”.
A questo punto interviene Stefano Feltri: “Veramente in mezzo c’è stato il genocidio a Gaza“.
Sechi reagisce immediatamente: “Non c’è nessun genocidio. Usa le parole appropriate“.
Feltri ribatte sostenendo che quella di genocidio è la definizione adottata da numerosi giuristi ed esperti internazionali: “Chiamalo come vuoi, ma è stato uno dei massacri più indecenti dell’umanità e ha lasciato perplessi molti elettori”.
“Quali esperti giuristi? Non esiste il genocidio”, replica Sechi, che già lo scorso anno sfornò la perla “A Gaza non ho visto tanti palestinesi dimagriti”.
Poi alza ancora i toni: “Se tu lo chiami genocidio, stai dicendo una cosa non solo sbagliata, ma anche falsa dal punto di vista storico e giuridico. Non puoi usare la parola genocidio senza falsificare la storia”.
L’ex direttore di Domani ricorda: “Questa è la tua opinione, c’è una lunga serie di argomenti a favore della qualificazione di genocidio. E questa legge in questo momento storico ha esattamente lo scopo di sostenere posizioni come quella che sostieni tu”.
La discussione si sposta quindi sulla lettera pubblicata dal Manifesto e firmata, tra gli altri, da Anna Foa, Gad Lerner e Roberto Della Seta. Gli autori, che si definiscono “italiani ed ebrei” e “nemici di tutte le forme di razzismo”, spiegano di essere contrari al ddl 1004 perché, a loro giudizio, il provvedimento “contrabbanda per lotta all’antisemitismo la delegittimazione e criminalizzazione di ogni posizione pubblica più o meno radicalmente antisraeliana”. I firmatari contestano inoltre la sovrapposizione tra “il rifiuto di ogni espressione di odio antiebraico” e giudizi politici su Israele che, pur potendo essere considerati discutibili, “non costituiscono necessariamente antisemitismo”.
Il commento di Sechi provoca un nuovo scontro: “Esistono anche gli utili idioti nella storia“.
Aprile e Luca Telese dissentono immediatamente. Telese ricorda che la lettera è stata sottoscritta da “fior fiore di intellettuali”. Sechi, però, non ritira il giudizio: “Il fior fiore di qualunque cosa tu dica, nel corso della storia, purtroppo, è stato inconsapevolmente, quando non consapevolmente, complice di cose sbagliate“.
“È una tua opinione”, obietta Telese.
Aprile invita quindi Sechi a mostrare un po’ più di riguardo: “Dare dell’utile idiota non mi sembra un gesto di grande rispetto”.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.