Morsa Houthi sul Mar Rosso: preso lo Stretto di Bab el-Mandeb, sale l'allarme per l'economia globale

Crescono le tensioni commerciali e le incognite sulle rotte del greggio dopo l'avanzata dei ribelli sciiti che minaccia la navigazione nell'unica alternativa a Hormuz. L'Iran applaude con i Pasdaran, mentre le nazioni della regione convocano un vertice straordinario.
L'ennesima accelerazione sul fronte mediorientale rischia di assestare un colpo durissimo al commercio marittimo e ai mercati energetici internazionali. L'avanzata delle milizie sciite Houthi lungo le coste dello Yemen ha portato i ribelli a conquistare posizioni strategiche e ad assumere il controllo di fatto dello Stretto di Bab el-Mandeb, porta d'accesso fondamentale per il Mar Rosso e il Canale di Suez.
La presa dello stretto chiude la tenaglia sulle principali vie d'acqua della regione: Bab el-Mandeb rappresentava infatti l'unica vera alternativa commerciale e logistica allo Stretto di Hormuz, già al centro di forti blocchi e instabilità a causa delle crescenti tensioni con Teheran.
L'operazione è stata accolta con aperto entusiasmo dai Pasdaran e dai vertici iraniani, che vedono nell'azione degli alleati yemeniti un efficace strumento di pressione geopolitica ed economica nei confronti dei Paesi occidentali e dei rivali regionali.
Di fronte all'aggravarsi della morsa sui flussi navali e al concreto rischio di nuove impennate nei costi di materie prime e noli marittimi, la diplomazia araba si muove d'urgenza. Per la giornata di domani è stato convocato in Oman un vertice straordinario che vedrà riuniti i Paesi del Golfo per valutare risposte comuni, strategie di sicurezza marittima e tentare di disinnescare un'escalation che minaccia di paralizzare l'intera economia dell'area.
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