Spagna, 50 manifestazioni per il diritto alla casa in tutto il Paese: migliaia in corteo a Madrid, scontri con la polizia a Valencia
La bocciatura dei decreti governativi con le misure per la casa da parte del Congresso hanno riacceso le proteste di piazza in tutta la Spagna. Sono 50 le manifestazione indette in diverse città per oggi, sabato 3 ottobre, dall’Unione degli Inquilini. A Madrid quattro colonne di attivisti sono partiti dalla centrale Plaza Cibeles per marciare dietro grandi striscioni con scritto: “Subito sciopero generale!”. Al grido di “Fuori gli speculatori dai nostri quartieri”, migliaia di manifestanti si sono uniti ai cortei partiti da Atocha, al sud della città, da Plaza de Espana, dall’ospedale La Princesa, mentre una marcia è partita anche dall’accampamento degli attivisti in Puerta del Sol.
E altri cortei si svolgono contemporaneamente da nord a Sud della penisola, da Santander in Cantabeia, a Santiago di Compostela, in Galizia, a Palma de Maiorca, alle Baleari. Mobilitazioni in massa sono previste nel pomeriggio a Barcellona, a Toledo, a Vigo, ad Alicante e a Malaga, tra le altre. A Valencia ci sono stati momenti di tensione con lanci di lacrimogeni e proiettili di gomma da parte della polizia. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno caricato i manifestanti che avevano rimosso le barriere intorno al Palau de les Arts riuscendo a entrare nel complesso. Al momento non si registrano feriti o arresti.
“Quella che si respira nelle strade è una nuova energia. Un’energia che ha dimostrato in 8 giorni il potere popolare è capace di fare molto di più che in 8 anni di governo progressista”, ha dichiarato la portavoce del Sindicato de Inquilinas, Valeria Racu. E ha ripetuto la volontà degli attivisti di “portare avanti la lotta”. “Sappiamo perfettamente chi sono i colpevoli: i veri invasori sono gli investitori“, ha aggiunto riferendosi ai fondi ‘avvoltoi di speculazione edilizia, contro cui il governo aveva adottato misure nei provvedimenti poi bocciati. “La strada è chiara ed è verso lo sciopero generale”, ha proseguito Racu, nell’assicurare che sono in contatto con i sindacati di maggioranza nel Paese per organizzare un’astensione generale dal lavoro.
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