Elezioni Milano, Forza Italia ha deciso il proprio candidato: è il sottosegretario Perego di Cremnago. Ecco chi è
Dal pantano ne viene fuori Forza Italia, E dai e dai, dopo giorni di ammiccamenti, ospitate in tv e riunioni, ecco che gli azzurri hanno il proprio candidato sindaco – per la coalizione di centrodestra – per Milano. È il sottosegretario di Stato alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago. Ad annunciarlo, ufficialmente, alla festa di FI a Montesilvano, è stato il vicepresidente del Consiglio e segretario del partito, Antonio Tajani: “Vogliamo offrire alla città un giovane“.
Che Perego di Cremnago – origini nobili, come si intuisce – sia propriamente “giovane” è questione su cui si può dibattere, dal momento che ha compiuto 44 anni lo scorso mese. Forse lo è in un Paese nel quale si fatica a mollare la poltrona – qualunque essa sia – quando le lancette dell’orologio suggeriscono di farlo e in cui spesso non si ha grande fiducia in chi ha meno di 50 anni. Sia come sia, il candidato degli azzurri è più che pronto. Per storia e per ambizione. Innanzitutto è grande amico di Luigi Berlusconi, figlio di Silvio, il che non guasta mai (è stato suo testimone di nozze). Una legislatura da parlamentare a Montecitorio – la scorsa – non è risultato eletto nel 2022, ma ha rischiato di ricoprire il prestigioso incarico di ministro della Difesa. Colpo quasi impossibile quando davanti ai Fratelli d’Italia, e quando Giorgia Meloni può indicare Guido Crosetto. Ma Perego è comunque tornato tra i palazzi romani: sottosegretario di Stato con delega, tra le altre cose, al programma Eurofighter.
Che al berlusconiano piacciano i cieli è più di una suggestione: nel 2022 il 185° Reggimento paracadusti Ricognizione ed Acquisizione Obiettivi Folgore gli ha conferito il brevetto ad honorem di “Acquisitore Obiettivi”. Nessun duro addestramento di due anni per incursioni notturne dall’alto, ma quanto meno il riconoscimento di ideali condivisi. Non a caso, qualche anno prima, era stato il primo firmatario della legge sulla cosiddetta mini-naja. Alla Camera per un anno e mezzo ha ricoperto l’incarico di vice-capogruppo dei forzisti. Nel suo passato, oltre alla laurea in Filosofia e due master alla Bocconi, figurano anche sei anni di lavoro nella Giorgio Armani, con incarichi di rilievo all’estero; e soprattutto l’esperienza nel noto cappellificio Cambiaghi, fondato dal trisavolo Giuseppe nella seconda metà dell’Ottocento (in Rete si trovano le foto di Matteo Perego che posa coi copricapi), e che ha contribuito a rilanciare: “La storia della mia famiglia – ha raccontato a il Cittadino otto anni fa – mi ha sempre affascinato così tanto che, una volta acquisite le competenze necessarie, ho pensato di far rinascere il marchio di famiglia”.
“Verrà offerto agli alleati il suo nome” ha detto Tajani. “È un giovane membro del governo e parlamentare, impegnato nel settore della sicurezza con rapporti stretti con le forze dell’ordine. Milano merita di essere guidata da un interprete come lui, che sappia puntare su sicurezza e su una politica ambientale diversa, difendendo il proprio essere capitale economica del Paese”. Entusiasta Letizia Moratti, già sindaca della città: “Perego è un profilo forte e credibile. È milanese, conosce profondamente la città e il suo tessuto economico e sociale, e ha maturato importanti esperienze nel mondo dell’impresa, in Parlamento e al governo. Ha competenza, capacità e quella cultura liberale e moderata che appartiene alla migliore storia civica di Milano”. “È un nome di livello che offriamo agli alleati del centrodestra, espressione di una nuova classe dirigente, profondamente radicata nella realtà milanese e, al tempo stesso, capace di confrontarsi con le grandi sfide nazionali e internazionali” ha detto la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi.
Dunque Forza Italia che già aveva puntato, bruciandolo, su Carlo Cotterelli, cambia decisamente profilo, col rischio di dividere ulteriormente gli alleati. Daniela Santanchè, per esempio, ha già detto che “mi pareva che Forza Italia volesse un civico, ora vedo che hanno cambiato idea. Se quello è il profilo, allora ci sono tanti politici che hanno le competenze, ci sono Lupi, c’è Sardone”. Per Ignazio La Russa “mi pare che fino a ieri c’era un solo candidato politico, Lupi, che io continuo a dire sia un ottimo candidato, ma attenzione sono ottimi candidati anche gli altri candidati politici in lizza: Perego è un’ottima persona, Sardone è un’ottima persona”. Il centrodestra “è in buone mani” ha aggiunto La Russa, lanciando un appello ai civici che avevano dato la loro disponibilità: “Non vanno disperse, sono grandi risorse. Li invito fin d’ora a un incontro”.
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