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Sunday, August 16, 2026

Oro nella 4x400 e nel lungo con Iapichino, capolavoro degli azzurri campioni d'Europa

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Si chiude con un'apoteosi la spedizione trionfale degli azzurri agli Europei di atletica, che li vede primi nel medagliere finale. Ci pensa prima una chirurgica Larissa Iapichino nel salto in lungo, poi la staffetta 4x400 maschile di Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati che nell'ultimissima gara della rassegna arriva davanti ai padroni di casa della Gran Bretagna,

La giornata si era aperta al mattino con due argenti nella maratona (quello di Pietro Riva, quello femminile a squadre) e che vede in serata anche il bronzo della 4x400 femminile di Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro. Serviva mettersi subito davanti, nella fredda notte di Birmingham, e così Larissa Iapichino ha fatto. Sette metri netti al primo balzo, non una distanza impossibile, non la sua migliore, eppure quanto basta per mettere pressione a tutte, in una gara condizionata dal vento che soffia alle spalle e causa molti salti nulli (soprattutto alla favorita tedesca Malaika Mihambo) e dal gelo che costringe le atlete a coprirsi le gambe coi plaid tra una prova e l'altra. Il margine tra di loro è pochissimo: l'inglese Jazmin Sawyers salta 6.99, la francese Hilary Kpatcha 6.98. Una questione di centimetri, ma la misura della fiorentina resiste strenuamente e le regala il primo oro in una grande rassegna internazionale. In un Europeo di conferme, sorprese e grandi ritorni, anche sulle prove più dure per distanza l'Italia ha primeggiato.

Larissa Iapichino

Nella maratona collocata sempre a chiusura di manifestazione l'Italia non delude: arrivano infatti l'argento di Pietro Riva e quello delle ragazze nella classifica a squadre, che somma i tempi delle tre migliori atlete (Rebecca Lonedo, Sofiia Yaremchuk e Giovanna Epis). E poi le staffette, perché stecca la 4x100 mista per un cambio sbagliato ma rispondono presente le 4x400. Le azzurre restano in scia alla testa per due frazioni, poi nella terza perdono terreno, ma Eloisa Coiro dopo il record italiano negli 800 decide di volere anche la medaglia, e consolida il terzo posto arrivando al bronzo con un buon margine. Ma soprattutto è la prestazione degli uomini, trascinati da un finale di seconda frazione di Sito e da un gigantesco Soudassi, non ancora ventenne, in terza, con Benati che non cede di un millimetro alla rimonta britannica. "E' l'Italia più forte di sempre - dice stavolta senza riserve il dt della nazionale Antonio La Torre - "Questa spedizione è meglio di quella di Roma. Abbiamo reso quasi ripetibile ciò che sembrava irripetibile. Competere in una Nazione che ha una cultura immensa, e riuscire a tenere testa fino alla fine alla Gran Bretagna, è qualcosa di superlativo. Da questa spedizione nasce una grandissima spinta per il biennio prossimo: Los Angeles 2028 destination".

Gli azzurri della 4x400

 "L'infortunio di Jacobs poteva far girare la settimana in un altro modo - osserva La Torre - Ci siamo subito riuniti e i capitani hanno dato la spinta agli altri: dentro una squadra forte tutti si sentono coinvolti e diventano più forti. Deve essere lo spirito dei prossimi due anni. L'eccezionalità di Tokyo non è stata ripetuta ma quasi: chiaramente questa non è l'Olimpiade ma sto parlando di mentalità. Stano si è svegliato, ha letto della vittoria di Gimbo Tamberi e si è caricato tantissimo: questo è il clima che si è respirato per tutta la settimana". Calato il sipario sulla rassegna continentale lo sguardo è già oltreoceano: tra due anni i Giochi di Los Angeles.

"Il debriefing si farà tra un mese, vedremo cosa c'è da modificare - sottolinea La Torre -. Abbiamo una fortuna: la pressione delle nuove generazioni sta svegliando anche alcuni che si erano un po' seduti. L'obiettivo è portare tanta forza, energia e talento giovane alle Olimpiadi. Il prossimo anno Kelly Doualla comincerà a fare l'atletica 'dei grandi'. Avremo derby in famiglia nel lungo con gli Inzoli, oltre al ritorno di Furlani".
   

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