Il caro affitti a Barcellona colpisce anche l’ex sindaca: “Costretta a cambiare casa, con un solo stipendio è insostenibile”
Le vittime del caro-affitti in Spagna non sono soltanto le classi più svantaggiate. Anche l’ex sindaca di Barcellona, Ada Colau, è stata costretta a lasciare l’appartamento in cui viveva da 15 anni con i suoi due figli, non riuscendo più a sostenere la spesa dopo la separazione dal marito. Lo ha rivelato lei stessa in un’intervista alla tv Rtve, spiegando di essere andata a vivere con un parente dopo aver pagato per quattro anni l’affitto con un solo stipendio, e definendo il suo caso come esempio di “un problema particolarmente diffuso” tra le madri single. “Il mercato pensa sempre alla massima capacità di pagamento e dà per scontato che ci saranno due persone, entrambe con uno stipendio, in una casa. Ma, quando ti separi, se ci sono figli, non ce la fai più“, ha detto, sottolineando che il problema colpisce “soprattutto le donne”. Prima di entrare in politica, Colau era portavoce di un collettivo con cittadini con difficoltà a pagare il mutuo: attualmente è presidente della fondazione Sentit Comú e il suo stipendio ammonta a di circa tremila euro al mese, mentre in 15 anni riferisce di aver pagato all’incirca duecentomila euro di affitto.
La denuncia si inserisce nel dibattito sull’emergenza abitativa in Spagna, dove le proteste sono esplose in seguito allo sfratto di una 87enne a Madrid e il governo ha varato due decreti per far fronte alla crisi. Secondo gli ultimi dati ufficiali, il canone medio degli affitti a Barcellona è cresciuto di oltre il 10% su base annua. L’ex prima cittadina propone una soluzione basata su una maggiore regolamentazione e sull’edilizia popolare, auspicando “un’alleanza formale contro gli speculatori tra inquilini e proprietari di immobili residenziali, veri piccoli proprietari. Finora non è stato fatto, e sarebbe strategico perché permetterebbe di creare una maggioranza sociale del 7% o 80% della popolazione contro i nostri nemici”, ha dichiarato.
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