Tetto agli studenti stranieri in classe, oggi in Cdm il decreto sulla scuola


È atteso in giornata in Consiglio dei ministri il provvedimento che dovrebbe introdurre nelle classi un limite del 30% di studenti che non conoscono adeguatamente l'italiano. Nel testo anche corsi obbligatori di lingua anche per i genitori di ragazzi stranieri con particolari difficoltà di apprendimento o di comportamento e lo stop all’uso di burqa e niqab a scuola
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È atteso oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri il decreto che introduce, fra le altre cose, un tetto al numero degli stranieri nelle classi scolastiche. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha assicurato che il criterio sarà "puramente linguistico" - non conterà quindi semplicemente la cittadinanza ma la conoscenza dell'italiano - e che la norma non è in contrasto con il Colle perché l'obiettivo è evitare "classi ghetto" in stile "Alabama anni '50". Poi ha aggiunto che il testo "sarà un decreto legge, perché occorre intervenire subito".
Il tetto agli stranieri nelle classi
Sul contenuto del provvedimento, al momento, vige il massimo riserbo: non c'è stato il pre Consiglio dei ministri e diversi ministeri hanno fatto sapere di non aver avuto alcun tipo di anticipazione. In sostanza, il testo, dovrebbe introdurre un tetto del 30% nelle classi di studenti che non conoscono in modo adeguato l'italiano e interesserà, quindi, anche i ragazzi comunitari. Sarà invece escluso chi ha frequentato la scuola dell'infanzia o un numero sufficiente di anni negli istituti italiani. Per questo, la norma potrebbe non ricadere su tutte le 34mila classi che hanno un'alta concentrazione di stranieri. Nella pratica, spiega Valditara, gli uffici scolastici coordineranno i presidi per distribuirli "in maniera più equilibrata tra le scuole di prossimità" e dove ciò non sarà materialmente possibile, saranno previste deroghe e un potenziamento dell'insegnamento dell'italiano. In particolare, ribadisce il ministro, è previsto un finanziamento di oltre 14 milioni per corsi 'personalizzati': "L'obiettivo è evitare concentrazioni che rallentino l'apprendimento di tutti i ragazzi" e "favorire l'integrazione". Scatteranno poi i corsi obbligatori di lingua anche per i genitori di studenti stranieri con particolari difficoltà di apprendimento o di comportamento.
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Stop a burqa e niqab a scuola
Un altro capitolo del decreto riguarda poi l’uso di burqa e niqab che, dice Valditara, "non hanno spazio nella scuola italiana". Rimane tuttavia da capire se questa norma potrebbe entrare in contrasto con la sentenza del Consiglio di Stato del 2008 nella quale si stabilisce che indossare il velo integrale per motivi religiosi costituisce un "giustificato motivo" che esclude la violazione delle norme sul divieto di mascheramento, a meno che non ci sia un rifiuto immotivato di farsi identificare dalle autorità.
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