Raid di droni russi su Kiev: colpito il Ponte Nord durante la visita di Merz

Il risveglio di primo mattino a Kiev è stato squarciato da una nuova e violenta fiammata sul Ponte Nord, una delle arterie principali della capitale ucraina già affollata dalle automobili. Il raid di droni russi, avvenuto nelle ore in cui era presente in città il leader tedesco Friedrich Merz, ha causato danni consistenti alla sede stradale e ha provocato due feriti.
Struttura perforata e condutture spezzate
Sul punto esatto dell'esplosione i segni della distruzione sono evidenti: il guardrail è stato sventrato dall'onda d'urto, mentre l'ordigno ha aperto una voragine profonda nel manto stradale. Il colpo ha perforato l'armatura portante in ferro che sorregge il viadotto e ha danneggiato persino una conduttura idrica sottostante, bloccando una delle vie di collegamento nevralgiche per il traffico cittadino.
La strategia russa e il dramma dei civili
L'incursione si inserisce in una precisa direttrice militare condotta da Mosca: colpire ponti, infrastrutture energetiche e snodi civili con l'obiettivo dichiarato di rendere completamente invivibile la capitale. Un disegno che trova riscontro nei tragici dati diffusi dalle Nazioni Unite, secondo cui dall'inizio dell'anno si contano mediamente quattrocento civili uccisi o feriti a settimana, con un drammatico incremento del cinquantacinque per cento rispetto all'anno precedente.
Lezioni scolastiche nei rifugi sotterranei
La minaccia dal cielo ha preso di mira anche le scuole. In un istituto colpito nei dintorni, soltanto la tempestività delle sirene d'allarme ha permesso agli insegnanti di mettere in salvo gli alunni nei rifugi antiaerei, evitando una strage tra i più piccoli. Nello scantinato buio e angusto, gli studenti più grandi raccontano l'angoscia quotidiana di dover completare l'anno scolastico tra la paura costante e il rischio concreto di trovarsi sotto le macerie durante le ore di lezione.
Cani e gatti per curare le ferite invisibili
Oltre alle rovine materiali, la guerra lascia profonde cicatrici interiori. Per contrastare lo shock emotivo e il trauma psicologico che logora la popolazione, a Kiev sono nati centri dedicati alla pet therapy con cani e gatti tratti in salvo dai bombardamenti. Il contatto con questi animali, anch'essi traumatizzati dalle esplosioni e dalle sirene, offre un rifugio di serenità e conforto a giovani e adulti costretti a resistere a un incubo senza tregua.
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