La polizia interviene alla partita di un bambino: ha 3 anni e segna gol a raffica. “Cacciato perché troppo bravo”
La polizia è intervenuta durante una partita di calcio giovanile vicino a Orlando, in Florida, dopo una segnalazione legata al comportamento dei genitori di un bambino di 3 anni. Ma la vicenda ha fatto rapidamente il giro del web per un altro motivo: secondo la famiglia, il piccolo Nevada sarebbe stato preso di mira perché troppo bravo a giocare a calcio. La storia ha scatenato un acceso dibattito sui social, tra chi difende il bambino e chi ritiene che i genitori debbano rispettare le regole e i limiti imposti nelle competizioni giovanili.
Nevada, appena tre anni, è protagonista di diversi video diventati virali in cui segna numerosi gol e si distingue dagli altri bambini in campo, alcuni dei quali hanno uno o due anni più di lui. Anche Thomas Hayes, uno dei responsabili della lega giovanile in cui il piccolo giocava, ha riconosciuto le sue capacità. “Il bambino è bravissimo. È fantastico, davvero bravo“, ha detto Hayes agli agenti intervenuti sul posto, come si sente nel filmato registrato dalla telecamera indossata da uno dei poliziotti.
Il responsabile ha però spiegato che il problema non riguardava soltanto le prestazioni del piccolo. Secondo la sua versione, Nevada tendeva anche a spingere gli altri bambini durante il gioco. “È molto più avanti rispetto agli altri. Segna tanti gol, ma spinge anche gli altri ragazzi“, ha raccontato agli agenti. Hayes ha aggiunto di aver già invitato i bambini a evitare comportamenti scorretti in campo e ha riferito che, alcune settimane prima, si era verificato un altro episodio di tensione con i genitori di Nevada. In quell’occasione, il responsabile aveva sostituito alcuni giocatori, compreso il bambino, suscitando il malcontento della famiglia.
“A loro non piace”, ha spiegato alla polizia, sostenendo che i genitori avessero reagito alla sua richiesta di impedire al figlio di spingere gli avversari e avessero finito per litigare con altre famiglie presenti. La madre del piccolo, tuttavia, ha fornito una versione molto diversa dei fatti. Nel video registrato dalla telecamera dell’agente, la donna sostiene che la famiglia cerchi sempre di tenersi a distanza dagli altri genitori, posizionandosi sul lato opposto del campo proprio per evitare discussioni. “Lo stanno letteralmente cacciando da questo posto perché è bravo a calcio“, ha dichiarato agli agenti.
Anche il padre di Nevada, in un filmato registrato dalla famiglia, ha contestato l’intervento delle forze dell’ordine: “Hanno chiamato la polizia per un bambino di tre anni perché è troppo bravo”. La madre ha raccontato alla CBS News che, prima della partita, l’allenatore aveva detto al bambino che avrebbe potuto continuare a giocare a condizione di passare la palla ai compagni. La situazione, però, sarebbe degenerata a metà dell’incontro, quando sono arrivati gli agenti. La donna ha inoltre affermato di aver visto alcuni genitori riunirsi in cerchio e parlare del figlio durante la partita.
In un’intervista con la giornalista Lauren Lorosa, la madre ha espresso tutta la sua frustrazione: “Mio figlio è già vestito. Non posso spiegare al mio bambino di tre anni che oggi non può giocare perché è troppo bravo“. Dal canto suo, Hayes ha dichiarato di voler chiedere alla famiglia di lasciare la lega, dicendosi anche disponibile a restituire il denaro pagato per l’iscrizione. La vicenda ha provocato una forte reazione sui social, dove Nevada e la sua famiglia hanno ricevuto numerosi messaggi di sostegno. Tra questi anche quello di Rachel Accurso, conosciuta online come Ms. Rachel, popolare star di YouTube, che ha commentato un post sull’accaduto dicendo che le piacerebbe ospitare il bambino nel suo programma. Non sono mancate, però, le critiche. Un allenatore, commentando il caso, ha scritto che i genitori del piccolo “dovrebbero vergognarsi”.
Nel frattempo, la lega i9 Sports ha pubblicato un comunicato su Facebook per fare chiarezza sulla propria posizione. “Siamo a conoscenza delle preoccupazioni espresse in merito a un episodio avvenuto durante un match locale di i9 Sports e le prendiamo molto sul serio”, si legge nella nota. L’organizzazione ha poi ribadito che “il rispetto e il benessere di ogni bambino e di ogni famiglia sono di fondamentale importanza”, aggiungendo di essere al lavoro per ricostruire quanto accaduto.
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