Risoluzione del centrodestra sull’Ucraina, nessun riferimento all’accordo Trump-Putin sul gas: “Avanti col sostegno a Kiev”
Nessun riferimento all’invito – per usare un eufemismo – che Donald Trump ha rivolto a Volodymyr Zelensky: “Serve un nuovo presidente all’Ucraina”. Ma nemmeno una parola sull’accordo sul gas russo tra il presidente Usa e Vladimir Putin. Il centrodestra si appresta ad approvare la risoluzione, mercoledì alla Camera e al Senato, in vista del Consiglio Ue. E la bozza, tra gli impegni, prevede il “sostegno multidimensionale” a Kiev e le “pressioni” su Mosca. Ma non si cita mai il tycoon, né le ultime novità sull’asse Washington-Mosca.
Nel testo, ancora oggetto di limature, il centrodestra impegna tra l’altro l’esecutivo a garantire gli aiuti “alle istituzioni e alla popolazione ucraina, anche in vista dell’inverno, e a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina, in coordinamento con i partner più stretti e promuovendo un ruolo attivo dell’Unione europea nel processo di pace e nella definizione della futura architettura di sicurezza continentale”.
Ma c’è anche la richiesta di “promuovere una decisione sulla rappresentanza europea nel processo di pace per l’Ucraina” con due opzioni: o “sviluppando ulteriormente la proposta avanzata dal governo italiano per la designazione di un inviato speciale europeo” o “in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell’insieme degli Stati membri nella convinzione che nessuna decisione sulla sicurezza europea possa essere assunta senza l’Europa”. Infine, sul fronte ucraino, si chiede al governo l’impegno a “non far venir meno la pressione sulla Russia che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato; ribadendo che tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa”.
Tanto il riferimento al “sostegno multidimensionale” quanto la precisazione che le sanzioni sono rivolte contro il governo di Mosca e non contro la popolazione, sono servite a Giorgia Meloni per non scontentare Matteo Salvini e la Lega.
La risoluzione affronta anche il caro vita, con la proposta – già rivolta alla commissione Ue, che si è dimostrata piuttosto fredda – di maggiore flessibilità nei conti per via dell’esplosione dei costi dovuti all’aumento dell’inflazione. E ancora: l’attacco Houthi in Arabia Saudita, il Libano, il bilancio comunitario, i prezzi dell’energia.
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