Trump vuole l’ora legale tutto l’anno “perché pensa ai profitti dei proprietari dei golf club come lui”
Mantenere perennemente l’ora legale, perché “il buio è deprimente” e “cambiare tutti gli orologi crea il caos e le persone arrivano in ritardo agli appuntamenti”, senza contare che “con la luce c’è meno criminalità“. Donald Trump esibisce ufficialmente queste ragioni per motivare la sua nuova battaglia, cioè quella di rendere permanente l’ora legale con un disegno di legge approvato al larga maggioranza alla Camera ma fermo al Senato per l’opposizione di alcuni rappresentanti degli Stati settentrionali come Arkansas, South Dakota e Montana. Ma dietro le dichiarazioni, secondo The Hill, c’è molto altro: l’improvviso interesse di The Donald per il buio e la luce non è legato allo stato d’animo degli americani o alla loro puntualità agli appuntamenti, bensì al profitto che lui e tutti i proprietari di golf club potrebbe ricavare dalla riforma. Brian Rolapp, il ceo del torneo di golf più importante del mondo, il Pga Tour, ha inviato una lettera ufficiale a Trump spiegando che un’ora in più di luce serale potrebbe generare 23 milioni di partite di golf aggiuntive e 1 miliardo di dollari di nuovi ricavi annuali per il settore. Anche la maggior parte dei club che aderiscono alla National Golf Course Owners Association si dice favorevole all’adozione dell’ora legale permanente. “I campi potrebbero restare aperti più a lungo e di conseguenza incrementare i guadagni”, ha dichiarato il presidente dell’Associazione Jay Karen precisando tuttavia che ci sono campi, soprattutto del nord, che d’inverno chiudono comunque e quindi non avrebbero nessun vantaggio dalla nuova legge.
Al di là degli interessi di parte, chi manifesta reali e fondate preoccupazioni sono i senatori degli Stati del Nord. Sostengono che spostando un’ora di luce dalla mattina alla sera in alcune città del nord l’alba avverrebbe tra le 8:30 e le 9:30 del mattino, e in certi casi persino più tardi. Questo costringerebbe milioni di bambini ad andare a scuola o ad aspettare l’autobus al buio pesto, aumentando il rischio di incidenti stradali. Anche i lavoratori del mattino presto si troverebbero a fare il tragitto in condizioni di totale oscurità. Una parte di esperti e psicologi si sono schierati a favore di questa tesi concordando che iniziare la giornata nel buio può avere un impatto negativo sulla salute. Uno dei senatori che contestano il Sunshine Protection Act, Tom Cotton dell’Arkansas, è stato duramente attaccato dal presidente in un post su Truth nel quale ha perfino pubblicato il numero di telefono del politico invitando i cittadini dello Stato a chiamarlo e a fargli pressione.
Da ricordare che c’è anche un altro provvedimento in discussione a Capitol Hill, il Daylight Act renderebbe permanente una “mezza” ora legale. Invece di portare indietro le lancette di un’ora il prossimo 1 novembre le si sposterebbe solo di 30 minuti. Al momento comunque la situazione è che non tutti gli Stati americani adottano l’ora legale. L’Arizona e le Hawaii, ad esempio, adottano l’ora solare tutto l’anno. Così come i territori d’oltre mare di Porto Rico, le Isole Vergini Americane, Guam, le Samoa Americane e le Isole Marianne Settentrionali.
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