Crans Montana, il conto degli ospedali svizzeri per le cure dei giovani italiani ustionati è di oltre 1,6 milioni di euro
Ammonta a oltre 1,6 milioni di euro il conto presentato dagli ospedali svizzeri per le cure ricevute dai giovani italiani rimasti gravemente ustionati nel rogo di Crans Montana. A comunicarlo è Rts, l’ente radiotelevisivo pubblico svizzero. Complessivamente sono stati 12 i connazionali presi in carico, per periodi più o meno lunghi, dalle strutture sanitarie elvetiche dopo l’incendio avvenuto a capodanno nel locale Le Constellation in cui morirono 41 persone, tra cui sei giovanissimi italiani.
“Il costo complessivo delle loro cure ammonta a circa 1,5 milioni di franchi – riferisce Rts -. Una fattura che sta alimentando le polemiche. Già ad aprile, il governo italiano aveva dichiarato che non avrebbe pagato queste spese. E questo nonostante un accordo tra i Paesi europei che prevede che, quando una persona riceve cure mediche all’estero, i costi siano sostenuti dal Paese in cui risiede il paziente”, sottolinea l’emittente.
Nei mesi scorsi, infatti, aveva provocato numerose polemiche la notizia delle fatture degli ospedali svizzeri recapitate ai familiari dei ragazzi coinvolti nel rogo. Conti dettagliati, inviati via mail, relativi alle prime ore di ricovero in strutture come quella di Sion, dove i ragazzi furono soccorsi prima del trasferimento in Italia: da 17mila fino a quasi 67mila euro per meno di 15 ore di degenza, prima del trasferimento in elicottero verso l’ospedale Niguarda. Sui documenti era chiaramente indicato che quelle somme non devono essere pagate dalle famiglie, ma in ogni caso l’invio ha indignato i genitori delle vittime.
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