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Friday, October 9, 2026

Recommerce, gli italiani avanti sul vendere e comprare prodotti usati

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In uno scenario in cui il costo della vita incide sempre di più sulle scelte di consumo, la sesta edizione del Recommerce Report di eBay, una ricerca globale condotta su un panel di oltre 10.500 consumatori e più di 1.700 venditori, evidenzia come i consumatori di tutto il mondo si rivolgano sempre più al second hand innanzitutto per la sua convenienza, ma non solo. A renderlo una scelta sempre più diffusa contribuiscono anche un’offerta oggi molto più ampia, che permette di trovare di seconda mano praticamente ogni tipo di prodotto, e la possibilità di fare una scelta più sostenibile, prolungando la vita degli oggetti e riducendo l’impatto dei propri consumi.
Un trend che trova riscontro anche in Italia: il 77% della popolazione considera infatti l’acquisto di prodotti di seconda mano importante per le proprie finanze domestiche, una quota superiore di 7,6 punti percentuali rispetto alla media globale.
Dalla ricerca emergono tre leve principali che orientano gli italiani verso l’acquisto di prodotti usati: il risparmio economico, con la possibilità di spendere meno o accedere a brand che difficilmente si acquisterebbero nuovi; l’attenzione alla sostenibilità, attraverso la riduzione degli sprechi e il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti; e infine la ricerca di rarità e unicità, che porta a cercare oggetti da collezione, pezzi vintage o prodotti non più disponibili sul mercato.
Il report evidenzia anche una forte propensione alla vendita: il 43% degli italiani dichiara di aver venduto prodotti di seconda mano online negli ultimi 12 mesi, una quota superiore al 38% registrato a livello globale, e che raggiunge il 51% tra i consumatori tra i 30 e i 45 anni.
Tra le principali ragioni che spingono a vendere figurano la necessità di fare ordine in casa e liberare spazio (63%), la volontà di ridurre gli sprechi (51%) e la ricerca di un guadagno extra (43%).
Un mercato dell’usato sempre più digitale e internazionale
L’Italia presenta alcune caratteristiche distintive rispetto allo scenario globale. In particolare, emerge una forte vocazione digitale: il 41% dei consumatori italiani acquista prodotti di seconda mano esclusivamente online, contro il 28% a livello globale. Una tendenza ancora più marcata tra le nuove generazioni: più della metà della Gen Z italiana (58%) prodotti second hand acquista esclusivamente online, confermando come il digitale rappresenti per i più giovani il principale canale di accesso al recommerce. A questa forte vocazione digitale si accompagna una maggiore apertura verso il recommerce internazionale. La metà degli italiani si dichiara a proprio agio nell’acquistare prodotti di seconda mano da venditori internazionali, rispetto al 39% della media globale. Gli italiani mostrano inoltre una minore preoccupazione per le principali barriere associate agli acquisti cross-border: dai costi di consegna (34% vs. 45% global) alle condizioni del prodotto (33% vs. 42%), fino a autenticità e sicurezza (31% vs. 41%) e alle barriere linguistiche o legate ai pagamenti (18% vs. 27%).
Moda, intrattenimento ed elettronica trainano il second hand
La propensione degli italiani verso il second hand sembra destinata a rafforzarsi ulteriormente: nei prossimi 12 mesi, quasi 9 acquirenti su 10 (87%) prevedono di acquistare prodotti di seconda mano nella stessa misura o più rispetto a oggi. Quasi 4 su 10 (37%) prevedono addirittura di aumentare gli acquisti, una quota che sale al 43% tra la Gen Z.
L’abbigliamento è la categoria più acquistata (35%), seguita da media e intrattenimento, come vinili, libri e videogiochi (30%), elettronica (26%), collezionabili e memorabilia (25%), prodotti per casa, cucina e lifestyle (23%) e calzature e sneakers (22%). Nel second hand italiano, la fiducia si costruisce sulla qualità e sull’affidabilità Quando si tratta di scegliere a quale venditore affidarsi, gli italiani mostrano una preferenza per i privati: il 31% dei rispondenti predilige i privati, mentre il 24% sceglie venditori professionali ad alto volume, come negozi online, esperti di ricondizionamento o power seller. A guidare la scelta sono soprattutto affidabilità e qualità dell’esperienza di acquisto: il 59% indica infatti la costanza della qualità e la corrispondenza del prodotto alla descrizione come elemento determinante, un dato superiore di 5 punti percentuali rispetto alla media globale.
Live shopping, cresce la curiosità degli italiani
Tra le nuove modalità di acquisto online, il live shopping sta iniziando a farsi spazio anche tra i consumatori italiani. Nel nostro Paese, il live shopping mostra un potenziale ancora ampio di crescita: se da un lato il 26% degli intervistati non ha mai partecipato a un evento di live shopping, ma conosce il fenomeno ed è disposto a provarlo, dall’altro il 19% ha già assistito a una live, pur senza aver ancora effettuato acquisti. A questi si aggiunge il 12% che ha già trasformato l’esperienza in un acquisto. I dati delineano quindi un pubblico in parte ancora da attivare, ma già aperto alla formula, e una base di utenti che ha iniziato a sperimentare concretamente il live shopping.
“Da ormai trent’anni il recommerce rappresenta un pilastro fondamentale del nostro marketplace e i dati di quest’anno confermano come sia sempre più centrale nelle abitudini quotidiane”, dichiara Jamie Iannone, Chief Executive Officer di eBay.
Silvia Bellomi, Head of Categories per Italia e Francia: “La nuova edizione del Recommerce Report mostra come anche in Italia questo cambiamento sia ormai consolidato: acquistare usato non è più una scelta occasionale, ma entra sempre più spesso nelle decisioni di spesa delle persone. Il nostro obiettivo è continuare a rendere questa possibilità semplice e accessibile, creando opportunità per chi compra e per chi vende e contribuendo a un modello di consumo più circolare.”

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