Donald Trump licenzia anche Paolo Zampolli, dopo lo scontro dell’inviato speciale con il Dipartimento di Stato
Donald Trump ‘licenzia’ anche Paolo Zampolli, già lambito dagli scandali del caso Epstein, suo amico e inviato speciale per le partnership globali. L’atto di destituzione “gli è stato notificato oggi”, hanno detto alcune fonti all’emittente americana Abc. E poco dopo è arrivato il commento del diretto interessato. “Gli incarichi di inviato speciale hanno una durata di un anno. Trump lo ha prorogato per oltre sei mesi”, ha spiegato Zampolli ringraziando il presidente per avergli consentito di servire gli Stati Uniti, aggiungendo che Trump “ha sempre ragione”, e di aver ricevuto dal presidente sempre consigli giusti. “Anni fa mi fece entrare nel settore immobiliare. Ora mi ha chiesto: ‘Perché vuoi lavorare per la pubblica amministrazione quando potresti concludere tutti questi affari?’, ha raccontato Zampolli su X. Dunque, “Ora è il momento di un nuovo capitolo”. L’ex inviato speciale nei mesi scorsi aveva suggerito che l’Italia fosse ammessa al Mondiale 2026 al posto dell’Iran e si è descritto come amico del presidente del Movimento cinque stelle Giuseppe Conte.
Ma, all’interno del Dipartimento di Stato, Zampolli da mesi era alle prese con un braccio di ferro con il vice segretario di Stato Christopher Landau. Secondo quanto riportato dalle testata Politico, i due per mesi si sono scambiati e-mail infuocate in seguito a un disaccordo in merito alla catena di comando. Nelle missive Landau ha esortato Zampolli a limitarsi al proprio ambito di competenza, ovvero le questioni culturali. “Le ordino, ancora una volta, di cessare immediatamente qualsiasi attività su questioni che non siano direttamente legate alla diplomazia culturale”, ha intimato Landau in un messaggio del 14 novembre 2025. “È evidente che ha un problema con me. Quello che sta facendo è fuori controllo, io ricopro questo incarico su mandato del Presidente degli Stati Uniti d’America. L’unica persona che può affidarmi questo ruolo e che può revocarmi l’incarico è il Presidente degli Stati Uniti”, ha spiegato Zampolli a Politico. Una revoca giunta ora.
Per il Dipartimento di Stato si tratta di una seconda brusca uscita nell’arco di pochi giorni dopo quella di Kimberly Guilfoyle, l’ambasciatrice americana in Grecia ed ex di Don Jr, costretta a dimettersi su pressione della Casa Bianca. Guilfoyle è stata travolta da accuse di corruzione proprio mentre il segretario di Stato Marco Rubio era ad Atene, offuscando la visita e facendolo infuriare.
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