“Se si continua a celebrare ogni nuovo record notturno, presto avremo una sessione dalle 3 alle 5, con i cornetti a bordo campo”: la polemica di Bertolucci
“La cosa che trovo ancora più assurda è l’entusiasmo con cui vengono accolti questi record: ‘Hanno finito alle 3.30, che spettacolo’. Zverev ha superato due volte le due di notte e per me non è sport. È soltanto un modo per fare male al tennis e ai suoi protagonisti“. Paolo Bertolucci insiste. Dopo lo sfogo su X dei giorni scorsi, l’ex tennista e oggi opinionista televisivo continua a indignarsi per il problema orari nel tennis a La Gazzetta dello Sport. L’ultimo caso è quello più emblematico ed è quello della sfida tra Ben Shelton e Carlos Alcaraz, in cui l’americano ha trionfato in una partita finita alle 3.31, con Alcaraz che ha anche vomitato in campo. È la partita finita più tardi nella storia degli Us Open: una conseguenza del fatto che non solo il match è durato 4 ore e mezza, ma è anche iniziato tardissimo, alle 23.
“Oggi mancano quattro dei primi dieci del mondo: Sinner non gioca, Alcaraz è stato fermo fino a poco fa, Rune è fuori da un anno, Draper anche. A questi si aggiungono Berrettini, Musetti e molti altri”, ha ribadito Bertolucci. E secondo l’ex tennista, la soluzione è più semplice di ciò che sembri: “Serve un limite di orario preciso, uguale per tutti. Arrivati a quell’ora si sospende e si riprende il giorno dopo. A Wimbledon esiste già il coprifuoco e alle 23 si interrompe. Non vedo perché un principio simile non possa funzionare altrove“, ha spiegato Bertolucci.
La responsabilità, però, secondo Bertolucci, è anche dei giocatori, che poco fanno per cambiare le cose: “Anche i giocatori, però, hanno una responsabilità: se dicessero tutti insieme che a certe condizioni non si entra in campo, i tornei prenderebbero provvedimenti. Si sono mobilitati per il montepremi accorciando i tempi per i media, ma queste proteste incidono poco. Rinunciare a parlare con giornali e televisioni penalizza proprio chi porta soldi e attenzione al tennis”.
Poi anche una chiusura ironica, in cui però Bertolucci ribadisce la propria posizione: “Alle tre e mezza si dovrebbe stare in discoteca, magari dopo aver perso una partita, non ancora sul campo. Se il tennis continuerà a celebrare ogni nuovo record notturno, presto avremo una sessione dalle tre alle cinque del mattino, con i cornetti serviti a bordo campo”.
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