Studenti e agricoltori insieme in piazza a Torino contro carovita e riarmo: “Basta soldi per le guerre. Usateli per salari, scuola e sanità”
Per il quarto weekend di fila, a Torino in migliaia scendono in piazza contro il carovita e il riarmo. Ma questa volta, ad aprire il corteo, sono gli agricoltori con un trattore. Marciano insieme agli studenti per le vie della città. Dal centro alla periferia “Questo carovita ci sta ammazzando” dice al microfono una studentesca universitaria. “I soldi in armi li vorremmo vedere spesi in salari, sanità e scuola” le fa eco un lavoratore della logistica. Per il comitato dei “teleriscaldati” di Torino serve una “ribellione contro gli aumenti”.
E così alle 17.10 in punto, per ricordare a tutti l’inizio delle proteste del 17 ottobre, il corteo si ferma e brucia simbolicamente delle bollette chiedendo le dimissioni del governo. “Dagli agricoltori agli studenti, cibo per tutti, governo state attenti” cantano i manifestanti dal trattore. “Siamo in piazza perché non abbiamo più reddito a causa del Mercosur avallato dal governo Meloni – racconta uno di loro – questo accordo ha causato una discesa dei prezzi del grano che ormai viene venduto a soli 20 centesimi al chilogrammo. Così non ce la facciamo più”.
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