Giornata della Meraviglia, centinaia di attività nelle piazze per i bimbi della guerra

L’iniziativa lanciata dal clown-volontario Marco Rodari giunge alla sesta edizione e ottiene il riconoscimento del parlamento. Sarà una domenica dedicata a giochi, laboratori e spettacoli in decine di città, con un pensiero sui più piccoli che abitano nei teatri di conflitto in tutto il mondo
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Oltre cinquecentoventi milioni di bambini vivono in zone di guerra. Più di un minore su cinque nel mondo. Sono i numeri drammatici denunciati da Save the Children nel report per il 2024, commissionato al Peace Research Institute Oslo (PRIO). Il dato è più che raddoppiato negli ultimi tre decenni e non è mai stato così elevato. Per tenere alta l’attenzione sulle difficoltà dei più piccoli e sensibilizzare sulle loro sofferenze, sei anni fa è nata la Giornata della Meraviglia, riconosciuta ora per legge dal parlamento italiano. Ogni seconda domenica di ottobre – quest’anno l’11 – in cento piazze del nostro Paese si tengono giochi, laboratori e spettacoli, a cui si uniscono iniziative nelle scuole, nelle biblioteche e nei musei di molte città. La Giornata nasce da un’idea di Marco Rodari, nominato Cavaliere della Repubblica per la sua attività come clown di guerra e fondatore dell’associazione benefica “Per far sorridere il cielo”. Di ritorno da uno dei tanti viaggi in Medioriente, nel febbraio 2020, all’inizio della pandemia da Covid, Marco ricevette una lettera: "Era un disegno di una bimba di Gaza, malata di cancro – racconta -. C’era scritto 'Io sono con voi, che state soffrendo'. Pensai subito di ribaltare il gesto e permettere ai bambini italiani di regalare meraviglia a quelli che vivono in guerra". Da allora Rodari entra negli ospedali pediatrici e nelle scuole, con laboratori di disegno per donare stupore e gioia a chi vive ogni giorno il terrore delle bombe. Oggi sono oltre cinquecento le associazioni che collaborano con Il Pimpa – il nome da clown di Marco – e l’impegno è allargare sempre di più la rete di partecipazione, stringendo accordi con Regioni e Comuni. "Alla base c’è il Manifesto delle dodici fatiche dei bimbi della guerra. La fatica che abbiamo scelto, per questa edizione, è non poter andare a scuola. Nelle piazze si canteranno canzoni – continua Rodari –, terremo laboratori e tante attività, come il gioco della Meraviglia, una sorta di gioco dell’oca: vai avanti se accade qualcosa di meraviglioso, stai fermo se senti gli allarmi aerei. Saranno momenti di riflessione, con il pensiero a chi non può meravigliarsi o ha smesso di farlo".
Creare un legame tra i bambini
L’intento dell’iniziativa è coinvolgere i bambini italiani, avvicinarli a quelli che soffrono e creare fra loro un legame: "Non devono vivere la guerra come un senso di colpa, ma comprendere chi la subisce ogni giorno, accogliere la sua sofferenza per alleviarla. In Italia abbiamo aperto le porte a migliaia di bimbi ucraini rifugiati e non c’è stato alcun bisogno di insegnare a quelli italiani come comprenderli. Siamo noi che dobbiamo imparare da loro". La Giornata è coordinata con quelle che si tengono in tutte le zone di conflitto in cui operano i clown. Siria, Iraq, Ucraina, Gaza e molte altre periferie del mondo, dove è più difficile far arrivare gli aiuti e in cui le bolle di sapone di un pagliaccio possono riaccendere il sorriso. "Cerchiamo di regalare attimi di gioia. La meraviglia identifica il bambino, è alla base della conoscenza. Ed è importante per noi agire durante il trauma: sotto le bombe, facciamo accadere qualcosa di bello e i più piccoli tornano a immaginare qualcosa di diverso dalle macerie".
Cinquanta clown a Gaza
I traguardi raggiunti in oltre undici anni sono raccolti sul sito dell’associazione di Rodari: due milioni e mezzo di bimbi raggiunti da oltre ventiduemila spettacoli in strada, trecentomila pasti caldi donati, quindici edifici ricostruiti da zero, una raccolta fondi da un milione di euro che continua a crescere. A ciò si aggiunge la soddisfazione di formare nuovi giovani pagliacci: "Sono molto orgoglioso di loro. Per me, che torno spesso in Italia, è più semplice. Ma pensate ai cinquanta clown che vivono a Gaza e che dopo il 7 ottobre non si sono fermati, anzi, hanno aumentato lo sforzo, nonostante il dramma che avevano attorno. Meriterebbero tutti il premio Nobel per la pace". L’arte del buffo prestigiatore, con cappello a elica e valigetta degli oggetti, è estemporanea ma conserva una magia che colpisce subito, bastano pochi istanti. "Portiamo bellezza nel quotidiano di chi rischia di chiudersi in sé stesso. Molti ragazzini ora hanno una ragione di vita che li aiuta a tenere a bada il rancore, l’odio. Così tornano esseri umani".
Il riconoscimento a livello nazionale
Il parlamento italiano è il primo al mondo a riconoscere per legge il diritto alla meraviglia, che non è contenuto neanche nella Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Daisy Pirovano, senatrice della Lega, è stata la firmataria del disegno di legge approvato lo scorso 1° ottobre alla Camera, dopo il passaggio a Palazzo Madama. "Tenevo in modo particolare a questo provvedimento, che ha ottenuto l’appoggio di tutti i partiti e può aiutare un progetto già molto diffuso", spiega. "Mi auguro che il riconoscimento a livello nazionale possa sostenere l’associazione, per far arrivare la voce dei bimbi della guerra fino a qui". Quando fu depositato nel 2024, il titolo del ddl suscitò l’ilarità di alcuni politici: "Dei colleghi ci presero in giro per la scelta della parola meraviglia – ricorda Pirovano – Credo, invece, che sia importante: perfino nelle famiglie italiane possono esserci, infatti, bimbi che non sanno cosa sia questo sentimento. Tutti dovrebbero avere lo stesso diritto a stupirsi. Anche perché chi si meraviglia, come dice sempre Marco Rodari, sarà un portatore sano di pace". Costruire ricordi positivi è importante soprattutto durante l’infanzia e "sapere che c’è qualcuno che pensa a te, che rischia la vita per te è fondamentale per chi non ha niente. Se un domani questa legge riuscisse ad aiutare anche solo un bambino sarebbe importante".
Alla volta dell'Iraq
La Giornata inizia oggi, ma molte attività si prolungheranno nelle aule durante la settimana. Marco partirà subito dopo, alla volta dell’Iraq. "Non vedo l’ora, incontrerò cinquemila bambini al giorno e cercherò di regalar loro qualche istante che non dimenticheranno". Come accaduto qualche giorno fa, nella foresta di Izium, in Ucraina. "In una casa isolata ho conosciuto una donna e suo figlio, di tre anni, che non ha ancora mai visto un altro bambino. Per la prima volta ha visto la madre meravigliarsi e per imitazione ha aperto la bocca ed è scoppiato a ridere. È davvero questo il cuore del mio lavoro. Non è stato semplice spingersi fin lì, ma ne valeva davvero la mia vita".
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