The Jerusalem PostFormer hostage Romi Gonen reveals footage from moments she was taken to GazaPunchArmy confirms killing of ISWAP leader in OndoESPNPetco Park, Yankee Stadium or the Trop? Ranking home-field advantage for all 8 remaining playoff teamsBollywood HungamaSanjay Leela Bhansali and Alia Bhatt planning to revive Inshallah after Love And War: REPORTUN NewsOne day behind bars: Students and incarcerated women break prison stigma in Thailand7sur7Alcoolisé, un jeune homme provoque un accident mortel à Vresse-sur-SemoisColliderThe 10 Best Fantasy Movies of All Time, Ranked According to the AFINMEFirst Aid Kit announce 2027 ‘Visions Of The Past’ UK and Ireland tourSeeking AlphaFathom Holdings, Neighborhood Intelligence announce mutual termination of proposed mergerRFIImmeuble, vols et avion privé, l'extrême droite australienne gâtée par la femme la plus riche du paysWirtualna PolskaNeurochirurg celebryta, milionowe rachunki i bezradny NFZ. Afera, która pączkujeNational PostFIRST READING: The seven words in the Charter yielding all of Canada’s wackiest court decisions
The Daily Newsstand · Free, Always
Monday, October 5, 2026

Vince May, l'album Peacefare: "Oggi guardare dall'altra parte significa essere colpevoli"

Translate

Alfredo partiamo dalla storia di Peacefare: come è nato e come ci hai lavorato?
Opero su temi sociali da sempre, ho lavorato fino alla sua morte con Rita Levi Montalcini. La musica per me forma è una d’espressione e alla luce del genocidio in Palestina e quella bugia che chiamano guerra di pace nonché il ritorno del neonazismo e del neofascismo ho sentito la necessità di esprimermi con la musica e citando Fiorella Mannoia non nel mio nome. Oggi stare in silenzio è essere colpevoli.

La cover è molto forte e dà adito a più interpretazioni: io penso a questa epoca di guerra quindi con una bomba a mano pronta a esplodere su un cuscino che trasmette un senso di famiglia ma anche al cuscino come elemento che attutisce l’esplosione: la tua idea?
Il cuscino è il propinarci su un cuscino di velluto la verità, il preservativo che avvolge la bomba è il guarda che non farà male ed è un ossimoro.

Oggi ti sei fatto una opinione di quale è la tariffa per ottenere la pace?
Assolutamente sì: penso che oggi sia difficile parlare di pace perché il vero conflitto è dentro di noi. La condizione che stiamo vivendo, figlia anche dei social che ci fanno stare con la testa china sui cellulari, ci ha tolto la principale risorsa che è la possibilità di fare crescere la personalità. Ho visto un calo drastico della volontà di lavorare su noi stessi, il conflitto ci distrae al punto che non ci curiamo della nostra crescita personale, di come possiamo trovare empatia per chi sta a milioni di chilometri. Tutta l’infelicità degli uomini deriva dal non sapere stare tranquilli nel nostro piccolo e oggi, ad aggravare la situazione, c’è anche il demone dei social.

Nella title track c’è una guerra che chiami pace: chi è il pazzo e il folle cui accenni al termine della prima strofa?
E’ una voce prevalentemente trumpiana ma lui rappresenta il pensiero comune di quello che ci rende pavidi mentre altri mandano avanti i loro interessi.

Già Francesco Guccini cantava “quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare” ed era il 1966, esattamente sessant’anni fa: che risposta ti dai nel 2026?
Finché non coltiveremo la memoria, e lo vediamo con neofascismo, quelle parole resteranno solo scritte nelle canzoni. Con tristezza dico che siamo ancora a guardare i vantaggi senza vedere gli effetti collaterali.

La musica può anestetizzare i discorsi che riempiono l’aria e le parole vuote?
Assolutamente sì se quella musica permette di toccare temi più grandi e universali. Io racconto attraverso i miei occhi, dunque ti dico di si, ma servono impegno e mettersi in discussione.

Farah ha la felicità scritta sulla pelle: se non salvifico è almeno rincuorante?
Quella canzone mi commuove ancora oggi: in tempo di guerra i bambini che guardano Il Re Leone di proprio hanno solo il loro nome. Lei ha perso i genitori, ha solo un nome e il significato che hanno voluto darle che è gioia. E’ salvifica perché ci salvano le radici.

“Tra i cielo e il mio cuore io ho la fiducia”: è la grande bellezza dell’anima pura di un bambino?
Ti dico sì anche questo. Non va mai dimenticato che l’uomo fa del male perché si dimentica il suo bambino interiore. I bambini talvolta fanno male ma nella loro ingenuità sono giusti, essendo candidi sanno veicolare l’energia attraverso l’ingenuità mossa dalla scoperta.

Ognuno di noi ha un milione di stelle che illumina il cuore o dipende dalla latitudine?
Le abbiamo tutti, mi piace la parola desiderio perché scomposta significa assenza di stelle. A volte non ci prendiamo il tempo per andare nel luogo oscuro quando guardi il cielo e le stelle ci sono sempre state solo che tu sei nel posto sbagliato per osservarle.

Hai una idea di come deviare il greto di un fiume di bugie?
Con la verità, mettercisi al servizio col cuore, essere dove c’è bisogno che tu ci sia. Faccio da anni l’accompagnatore alla morte, esserci non è un obiettivo ma significa arginare con la presenza quello che sta per accadere. Lo faccio con tutto te stesso e senza aspettative.

Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica?
Sto mettendo insieme una band di emergenti per fare girare i brani e poi lavorare su altri: ti anticipo che il prossimo che uscirà sull’antifascismo.

View the original on Sky TG24 →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.