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Wednesday, October 21, 2026

Financial Times: "L'Ue indaga su disinformazione filo-russa legata alle proteste"

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Le autorità di regolamentazione Ue stanno esaminando possibili "interferenze online" e "campagne di disinformazione" da Paesi extra-Ue che potrebbero aver contribuito ad alimentare le proteste in Francia e analoghi episodi di violenza verificatisi negli ultimi giorni in altri Paesi Ue. 

Iran e Algeria sospettati di interferenze online

Lo riferisce il Financial Times, citando funzionari della sicurezza, secondo i quali account sui social media filo-russi e di estrema destra, già collegati a precedenti campagne di disinformazione, avrebbero diffuso video violenti nel tentativo di alimentare ulteriormente il caos. 

Tra i Paesi sospettati di essere coinvolti anche Iran e Algeria.

"Vogliamo sapere quanto siano collaborative le piattaforme",  ha affermato un funzionario dell'Ue citato dal quotidiano britannico.  "È possibile che siano in corso campagne di disinformazione russe, ma le piattaforme non dovrebbero amplificarle algoritmicamente".

l quotidiano finanziario ricorda che lo scorso fine settimana anche in Italia si sono verificate proteste violente e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha attribuito i disordini a "una guerra ibrida che qualcuno sta conducendo contro le nostre nazioni attraverso strumenti non convenzionali come TikTok, i social media e YouTube". 

La cooperazione con le piattaforme 

La Commissione europea, prosegue il Financial Times, ha incontrato questa settimana le autorità francesi per discutere della cooperazione con le piattaforme di social media, tra cui X di Elon Musk, che hanno permesso la diffusione virale di messaggi razzisti e violenti.

Richiesto a Vinted e eBay di bloccare i beni saccheggiati 

Le autorità di regolamentazione stanno chiedendo ai marketplace online come Amazon e Vinted di bloccare la vendita di beni che sembrano essere stati saccheggiati. I siti di rivendita on-line come Vinted, Leboncoin o eBay, sui quali quali è stato individuato "un numero significativo di articoli rubati" dopo i saccheggi dello scorso fine settimana in Francia, si sono impegnati a collaborare con le autorità transalpine per "identificare e segnalare" tali contenuti. 

La responsabilità dei social

Secondo il servizio diplomatico dell'Ue, inoltre, la Francia è il secondo Paese più preso di mira nell'Europa continentale, dopo l'Ucraina, per quanto riguarda la manipolazione delle informazioni sostenuta dallo Stato. 

Il quotidiano britannico ricorda infine che lunedì la Commissione europea ha incontrato l'Arcom, l'autorità francese di vigilanza sui media, mentre martedì si sono riuniti i rappresentanti delle autorità di tutti gli Stati membri responsabili dell'applicazione delle norme in ambito digitale. 

La Commissione ha affermato che, per ora, la situazione è gestita dalle autorità nazionali, ma Bruxelles interverrà se il rischio dovesse diventare "sistemico" e le piattaforme online non collaborassero. "Le piattaforme devono assicurarsi che i loro algoritmi non vengano utilizzati in modo improprio in un contesto del genere. Ciò include qualsiasi tentativo di amplificare tali violenze e incidenti", ha dichiarato il portavoce Thomas Regnier. 

Secondo David Colon, ricercatore di Sciences Po specializzato in disinformazione, gli "influencer filo-Cremlino" legati alla campagna  russa Tempesta-1516 hanno "amplificato gli eventi e diffuso una serie  di false narrazioni". Ha anche menzionato la rete di influenza russa chiamata Matryoshka. Ma, ha sottolineato, gli influencer filo-russi ''non sono all'origine della manifestazione, né hanno avuto un impatto sul corso degli eventi''. 

I governi, compreso quello francese, hanno chiesto alle agenzie di intelligence di indagare se agenti russi abbiano avuto un ruolo più attivo nell'alimentare direttamente la violenza di strada. Un alto funzionario dell'intelligence europea ha affermato che non vi sono prove concrete di tali provocazioni. Secondo quanto riferito, le attività di disinformazione russe si limitavano per lo più a reazioni online, ma ha aggiunto che le indagini francesi erano ancora nelle fasi iniziali.

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