Ci sarà un'analisi Ue sulla fattibilità di una tassa europea sugli extraprofitti
L'Ecofin a Lussemburgo ha trovato un accordo politico sul pacchetto sulla Supervisione dei mercati, che prevede misure per approfondire l'integrazione dei mercati dei capitali Ue mirando a sostenere la competitività.
"Il Consiglio ha raggiunto un accordo sul pacchetto. Il testo giuridico sarà ora finalizzato per rispecchiare l'intesa raggiunta e sarà poi formalmente approvato in una prossima riunione del Consiglio", ha detto per la presidenza del Consiglio il ministro irlandese Simon Harris. "Spero che, col tempo, la decisione presa oggi possa essere considerata una tappa fondamentale per l'Unione europea e per la nostra economia".
Il pacchetto prevede in sostanza una vigilanza europea più forte sui mercati finanziari, ma limitata agli operatori di maggiori dimensioni e alle attività più rilevanti a livello transfrontaliero, senza esautorare le autorità nazionali. Nelle intenzioni della Commissione è uno dei pilastri della strategia europea per mobilitare il risparmio privato e favorire gli investimenti nell'economia, superando la frammentazione dei mercati.
Al centro della riforma c'è il rafforzamento dell'Esma, l'autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari, che assumerà il controllo diretto di alcune delle principali infrastrutture di mercato e dei maggiori operatori transfrontalieri, oggi sottoposti prevalentemente alle autorità nazionali. Rispetto alla proposta originaria della Commissione, il Consiglio ha però ridotto il perimetro della supervisione europea, uno dei punti più controversi dei negoziati. Per le piattaforme di negoziazione, comprese le borse e gli altri mercati organizzati, il numero di operatori destinati a passare sotto la vigilanza diretta dell'Esma scende, secondo quanto filtra a Lussemburgo, da 12 a 8. La selezione avverrà sulla base di criteri legati alla quota di mercato e all'attività transfrontaliera.
La Commissione dovrà riesaminare dopo due anni le soglie stabilite, per verificare se siano adeguate. Euronext, il gruppo che comprende anche Borsa Italiana, dovrebbe rientrare nella vigilanza diretta dell'Esma, perché opera attraverso diversi mercati nazionali europei, mente l'attesa è che ad esempio resti fuori Deutsche Börse. Una limitazione significativa rispetto alla proposta della Commissione riguarda anche le società che forniscono servizi sulle criptovalute: Bruxelles proponeva di trasferire all'Esma la vigilanza su tutti questi operatori, il Consiglio ha deciso di riservarla a quelli considerati più importanti (sarebbero una decina).
Altro nodo delicato dei negoziati era la governance dell'Esma, chi dovrà prendere le decisioni e quanto potere conserveranno le autorità nazionali. L'accordo prevede la creazione di un nuovo comitato esecutivo, responsabile delle decisioni sugli operatori sottoposti alla vigilanza diretta europea, mentre il consiglio che riunisce le autorità nazionali manterrà competenze sulle strategie, sui bilanci e sul coordinamento della supervisione. Per superare le ultime resistenze, la presidenza irlandese ha inoltre modificato nella notte le regole sulla partecipazione delle autorità nazionali ai gruppi di vigilanza coordinata, introdotto scadenze precise per le richieste di discussione delle decisioni e rivisto il finanziamento dell'Esma. Per le attività non finanziate dai contributi degli operatori direttamente vigilati, la quota a carico delle autorità nazionali scenderà dal 60% al 40%, mentre quella del bilancio europeo salirà dal 40% al 60%. L'accordo è stato raggiunto con il sostegno di 25 Paesi e l'astensione del Belgio.
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