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Friday, October 2, 2026

Proteste studenti in Francia, ancora fiamme a Parigi. Il governo: “40 presidi feriti e oltre 100 scuole danneggiate. Ora paghino i genitori”

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Proteste studenti in Francia, ancora fiamme a Parigi. Il governo: “40 presidi feriti e oltre 100 scuole danneggiate. Ora paghino i genitori”

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Sessantacinque dipendenti scolastici feriti (di cui quarta presidi), oltre 1.200 scuole superiori coinvolte nella mobilitazioni e oltre un centinaio di edifici scolastici che ha subito gravi danneggiamenti. È questo il bilancio delle proteste studentesche che interessato numerose città della Francia. A riferirlo è stato il ministro dell’Istruzione di Parigi, Édouard Geffray, che proprio oggi incontrerà sindacati e associazioni degli studenti e dei genitori per aprire un dialogo – in un clima di forte tensione – dopo la massiccia mobilitazione di giovedì.

Il movimento studentesco prosegue con i blocchi anche oggi mentre quattrocento scuole superiori sono state chiuse dalle autorità. Questa mattina gli ingressi di due scuole di Parigi sono stati danneggiati dal fuoco. Secondo alcune testimonianze, i vigili del fuoco sono intervenuti presso il liceo Léonard de Vinci, nel XV/o arrondissement, nel sud della capitale, per spegnere le fiamme divampate alla base del cancello d’ingresso. Secondo la prefettura, le fiamme hanno lambito anche un istituto tecnico professionale del XIII/o arrondissement, nel sud-est di Parigi.

Caos e devastazioni anche al Lycéè Roger Verlomme, nel quindicesimo arrondissement di Parigi. La situazione sul posto “è degenerata. Il portone dell’istituto è completamente carbonizzato e anche diverse biciclette sono andate bruciate. Un centinaio di studenti si trova davanti alla scuola, la maggior parte ancora sotto shock”, scrive il giornalista inviato per Le Figaro Etudiant, Romain Mercier, pubblicando su X una foto del portone carbonizzato della scuola. Secondo Le Figaro, il rogo sarebbe scoppiato in seguito al lancio di un razzo da mortaio per fuochi d’artificio contro il portone del liceo, ma le circostanze di quanto accaduto restano poco chiare. Sempre secondo il giornale, i pompieri sono rapidamente intervenuti per spegnere le fiamme e la situazione sembra tornata sotto controllo.

La protesta dalle città di provincia e dalle periferie si è allargata a tutto il Paese, anche grazie ai social. I giovani chiedono risorse, aule decenti e non sovraffollate e nel mirino ci sono i tagli del Bilancio. Sono quasi 2mila le persone fermate dalle forze dell’ordine dall’inizio della settimana. “Il novanta per cento di loro sono minorenni”, mentre un terzo degli arrestati è stato fermato per violenza contro le persone, ha dichiarato il ministro della Giustizia Gérald Darmanin alla radio Rtl. “Quando gli insegnanti vengono attaccati, quando i servizi pubblici vengono attaccati, ovviamente, il sistema giudiziario deve intervenire. C’è una minoranza attiva e violenta. Dobbiamo arrestare queste persone e portarle davanti alla giustizia”, ha aggiunto Darmanin che chiede che a rispondere delle devastazioni siano i genitori degli studenti: “Ho chiesto ai Procuratori Generali di sollecitare una risposta decisa da parte dei pubblici ministeri, il più rapidamente possibile ma soprattutto di esigere che i genitori siano ritenuti finanziariamente corresponsabili per le malefatte dei loro figli “, ha sottolineano il ministro della Giustizia.

Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, che giovedì sera ha incontrato i prefetti, i direttori di polizia e gendarmeria e i capi dei servizi segreti, ha denunciato “un peggioramento della situazione che non ha più nulla a che vedere con la legittima espressione delle rivendicazioni degli studenti delle scuole superiori, ma presenta ormai tutte le caratteristiche di una situazione di violenza urbana“.

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