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Saturday, September 26, 2026

Anche l'intelligence egiziana avvertì Israele prima del 7 ottobre, l'indiscrezione su The Atlantic

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Il governo israeliano e il primo ministro Benjamin Natanyahu erano stati avvertiti della minaccia di un attacco da parte di Hamas prima del 7 ottobre. Secondo la rivista The Atlantic, che cita fonti israeliane, egiziane, americane, arabe ed europee, poco prima del massacro che ha cambiato per sempre il Medio Oriente, un avvertimento egiziano fu trasmesso dall'allora capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, ad alti funzionari israeliani all'aeroporto Ben Gurion. 

Per la verità sono anni che l'indiscrezione fa notizia. E' stato il quotidiano israeliano Haaretz a diffonderla per primo (prima di lui oltreoceano un'altra inchiesta del New York Times) secondo cui Benjamin Netanyahu fu avvisato perfino un anno prima di un presunto avvertimento da parte del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, dell'invasione guidata da Hamas. Il canale di comunicazione era stato aperto nel marzo 2022, dopo che l'alto funzionario di Hamas Ghazi Hamad chiese a Zayda aiuto per far progredire i colloqui allora in corso. Ma l'ufficio del premier ha sempre parlato di "menzogne", divulgate dall'opposizione.

A pochi giorni dall'anniversario della strage e dalle nuove elezioni che si terranno a fine mese, una nuova inchiesta giornalistica potrebbe alimentare il caos in Israele. 

Già due giorni dopo la strage messa in atto dall'organizzazione palestinese, un funzionario dell'intelligence egiziana aveva dichiarato all'Associated Press che Israele aveva ignorato ripetuti avvertimenti sul fatto che Hamas stesse pianificando "qualcosa di grosso", e il sito di notizie Ynet aveva riferito che proprio Kamel aveva avvertito personalmente Netanyahu 10 giorni prima delle atrocita'. 

Secondo Haaretz, Kamal si recò in Israele in occasione del cinquantesimo anniversario della guerra dello Yom Kippur, avvertendo che, se Israele non avesse cambiato rotta, "Gaza vi esploderà in faccia".

La rivista statuniense sottolinea che Kamel non ha fornito ai funzionari israeliani alcuna informazione precisa su quando sarebbe avvenuto l'attacco o su come si sarebbe svolto, quando è atterrato il 26 settembre all'aeroporto Ben Gurion. Il margine di tempo per scongiurare un attacco stava stringendo e Kamel aveva raccomandato ai funzionari israeliani di concedere ad Hamas agevolazioni economiche per evitare il conflitto. Kamel non aveva fornito una data esatta per l'attacco, e non è chiaro con chi si sia incontrato.

Il suo aereo è rimasto per poco più di un'ora mentre incontrava funzionari non specificati. E non è chiaro con chi si sia incontrato. L'aereo egiziano rimase a terra in Israele per 67 minuti, secondo il registro di volo delle autorità aeroportuali israeliane, prima di tornare al Cairo. 

Ieri anche l'ex ministro dell'Autorità nazionale palestinese Sufian Abu Zaida ha nuovamente confermato di aver trasmesso allo Shin Bet nel settembre 2023 l'avvertimento del leader di Hamas, Yahya Sinwar, di un "terremoto" che aveva pianificato contro Israele. La sua testimonianza corrisponde a quanto rivelato dai giornalisti di Haaretz di recente su un avvertimento arrivato al premier israeliano Benjamin Netanyahu prima del 7 ottobre 2023, senza che quest'ultimo facesse nulla.


L'esponente di Fatah, vicino all'ex alto funzionario palestinese Mohammed Dahlan, in un'intervista all'emittente panaraba Al-Rad ripresa da Times of Israel, ha fornito i dettagli della vicenda, sottolineando di aver condotto una mediazione per un anno e mezzo tra Israele e Hamas per uno scambio di prigionieri. All'epoca - prima del 7 ottobre - si lavorava per far tornare in Israele quattro ostaggi detenuti a Gaza  i corpi di due soldati insieme a due civili  in cambio del rilascio di prigionieri palestinesi.


A fine settembre 2023 Sinwar gli chiese di trasmettere un messaggio a Israele: "Entro la fine di settembre metteremo le carte in tavola e questo provocherà un terremoto nei negoziati. Devono prepararsi allo svuotamento delle carceri (in Israele)". Abu Zaida informò del messaggio sia Dahlan che il suo stretto collaboratore Samir Mashharawi, trasmettendo al contempo l'informazione ai funzionari dello Shin Bet. Secondo Haaretz, l'avvertimento fu poi trasmesso al leader emiratino Mohammed bin Zayed, che chiamo' personalmente Netanyahu per metterlo in guardia. 

Lo ha raccontato lo stesso Abu Zayda in una lunga intervista-documentario (anche su Youtube) alla tv egiziana al-Ghad. Zayda, mostrando alle telecamere il foglietto scritto a mano da Sinwar, ha riferito che l'allora leader di Hamas cli chiese  di consegnarlo esattamente come gli era stato dato. Lui lo trasmise alla parte israeliana sia in ebraico che in arabo e fu contattato dagli israeliani meno di mezz'ora dopo per verificare se Sinwar volesse effettivamente trasmettere quelle parole. 

"Mi dissero: 'Sai che stanotte nessuno nei servizi di sicurezza israeliani dormirà, vero?'", ha ricordato Abu Zaida, aggiungendo che i suoi interlocutori israeliani cercavano di capire quali fossero le "carte" che Sinwar intendeva mettere sul tavolo e cosa intendesse con il termine "terremoto". Chiesero se Sinwar fosse apparso arrabbiato, agitato o minaccioso nel comunicare il messaggio, ha raccontato Abu Zaida, aggiungendo di aver detto ai funzionari israeliani che il leader di Hamas "lo aveva espresso con assoluta calma".

Fu convocato a una riunione urgente la mattina seguente che si tenne ad Ashkelon, a Zaida fu chiesto cosa intendesse Sinwar con 'terremoto' e quali fossero le 'carte, i funzionari che incontrò gli dissero che nessuno nell'apparato di sicurezza aveva dormito quella notte a causa del messaggio.
Zayda ha spiegato nell'intervista che quello fu l'ultimo incontro tenuto attraverso il canale di contatto, quindi tornò nella Striscia di Gaza il 5 ottobre e avrebbe dovuto incontrare nuovamente Sinwar l'8 ottobre, ma l'incontro non ebbe mai luogo: il 7 ottobre Hamas attaccò a sud d'Israele uccidendo circa 1300 israeliani.

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