Centinaia di ragazzi a Campo Marzo per l’”aura battle” lanciata dal tiktoker Ilvucumpra. Sbarre e ascensore danneggiati
Una sfida lanciata sui social si trasforma in una giornata di disordini a Vicenza. L’appuntamento era stato promosso dal tiktoker Hamza Mesaf, conosciuto online come “Ilvucumpra”, che aveva invitato i suoi follower a Campo Marzo (Vicenza), davanti alla stazione, per una “aura battle”: più ci si sarebbe presentati vestiti male, maggiori sarebbero state le possibilità di vincere abiti firmati.
All’appuntamento sono arrivati centinaia di ragazzi, molti dei quali minorenni. La situazione è però rapidamente degenerata. Il furgone sul quale è arrivato Mesaf è stato preso d’assalto dalla folla e alcuni partecipanti hanno danneggiato le sbarre del parcheggio pubblico e un ascensore.
Il giorno successivo l’episodio ha acceso lo scontro politico. Dal centrodestra sono arrivate accuse e richieste di chiarimenti. La sottosegretaria leghista alle Imprese Mara Bizzotto ha parlato di “atti di teppismo puro“, mentre il deputato di Futuro nazionale Gianangelo Bof ha indicato nella “remigrazione” la soluzione. Il deputato vicentino di Fratelli d’Italia Silvio Giovine ha invece annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiedendo chiarimenti sulle misure adottate per prevenire i danneggiamenti e sulla mancata convocazione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza.
Il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, ha assicurato una reazione ferma: “Chi ha danneggiato paga. Punto. Non esistono scuse né giustificazioni possibili“. Allo stesso tempo, il primo cittadino ha invitato a non fermarsi ai danneggiamenti e a considerare quello che definisce “un problema sociale enorme”: centinaia di ragazzi, molti minorenni e in alcuni casi accompagnati dai genitori, si sono mossi da diverse zone del Veneto dopo aver visto sui social la promessa di ricevere vestiti firmati. L’episodio ha così trasformato una sfida nata sui social in un caso che ora intreccia ordine pubblico, responsabilità per i danni e il fenomeno delle convocazioni di massa attraverso le piattaforme digitali.
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