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Monday, November 2, 2026

F1: dal 'no' ad Antonelli a liti Hamilton-Leclerc, i rimpianti in casa Ferrari

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 Le congratulazioni di Lapo Elkann e le parole di Luca Cordero di Montezemolo che sanno di rimpianto per quello che in Rosso Ferrari poteva essere e non è stato.
    L'appuntamento con la storia centrato da Andrea Kimi Antonelli a bordo di una Mercedes non può non portare a riavvolgere il nastro della veloce carriera del driver bolognese che, ad un certo punto del suo percorso di crescita, ha trovato la strada verso Maranello sbarrata, non riuscendo a salire sul quel Cavallino Rampante su cui i tifosi ferraristi avrebbero tanto voluto vederlo cavalcare.

     Proprio lui, chiamato Kimi come il finlandese Raikkonen, l'ultimo a regalare nel 2007, ormai 19 anni fa, il Mondiale piloti alla Ferrari. "Per la Rossa, Kimi era ancora troppo piccolo - rivelò l'ex team principal del Cavallino, Maurizio Arrivabene -. Nel mio ultimo anno in Ferrari, nel 2018, Antonelli aveva 10-11 anni e la Ferrari non aveva la struttura per occuparsi di ragazzini così giovani".
    E così chi già credeva nel giovane talento bolognese, ovvero Giovanni Minardi, figlio del fondatore dell'omonimo team di Formula 1, Gian Carlo, decise di presentare ai talent scout della Academy Mercedes quel ragazzino che già voleva correre con Hamilton e Verstappen. E intanto si è saputo che il team di Stoccarda e Toto Wolff hanno creduto talmente in 'Kimiferma' che in 10 anni hanno investito altrettanti milioni per farlo crescere e quindi vincere scrivendo la storia della F 1 e dell'Italia dei motori.

     "Complimenti anche a Wolff per aver creduto in lui - afferma oggi Elkann -, Antonelli ha mostrato, insieme alla sua famiglia, sensibilità, umiltà e gentilezza d'animo. Oltre al talento sportivo, sono queste le qualità umane che lo incoronano campione". Un omaggio a Antonelli da parte di un protagonista del mondo Ferrari che fa da contraltare a quanto accaduto ieri a Città del Messico, con la furiosa reazione di Lewis Hamilton contro la direzione gara e il compagno di squadra Charles Leclerc per la collisione al via. "Ho perso una vittoria e la Ferrari punti per il secondo posto nel campionato costruttori - dirà a fine gara il britannico -. E' una mancanza di rispetto verso tutte le persone che lavorano in fabbrica. Ha 29 anni ormai, quindi non credo sia una questione d'età ma di mentalità.
    Ne parleremo a quattr'occhi, vedremo se questo cambierà qualcosa ma di sicuro qualcosa deve cambiare".
    Una lite tra un 'vecchio leone' della Formula 1 e un pilota esperto come Leclerc che mette in luce anche le ultime strategie della Ferrari in F1, ovvero di affidarsi a piloti affermati piuttosto che rischiare puntando sui giovani talenti. E il rimpianto di non vedere Antonelli in Rosso è anche e soprattutto dell'ex presidente della Ferrari Montezemolo: "Mi dispiace non averlo visto al volante della Ferrari ma avrebbe avuto delle pressioni, speriamo che tra qualche anno si possa sedere sulla Rossa. Ma come italiani e appassionati di F1 dobbiamo essere tutti contenti - ha detto Montezemolo -. Lo metto già tra i grandissimi e mi auguro vinca quanto Schumacher e Hamilton, ma non lo carichiamo troppo. Ha davanti una grande carriera grazie anche al suo ambiente familiare. Quello che abbiamo visto non lo abbiamo mai visto prima con altri piloti".

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