Karl Bushby è a casa dopo 28 anni e 50mila km: finito il giro del mondo a piedi

Ventotto anni di cammino, 50mila chilometri percorsi, quattro continenti attraversati. È arrivata al capolinea l'incredibile impresa di Karl Bushby, 57enne ex paracadutista britannico che nel 1998 era partito dal Cile con un obiettivo apparentemente impossibile: tornare nella sua città natale, Hull, nel nord-est dell'Inghilterra, senza utilizzare mezzi di trasporto. Due le regole che si era imposto: avanzare esclusivamente con le proprie forze e non rimettere piede a casa prima di aver completato il viaggio.
Un'avventura attraverso giungle, deserti, montagne e distese ghiacciate, dalle Americhe all'Asia e poi all'Europa, passando persino per lo Stretto di Bering, tra Alaska e Russia. Non sono mancati gli ostacoli burocratici e le lunghe interruzioni, dalla crisi finanziaria del 2008 alla pandemia. Ma Bushby è sempre ripartito dal punto in cui si era fermato. All'inizio di ottobre ha raggiunto la Gran Bretagna attraversando a nuoto la Manica.
Domenica, sul ponte Humber avvolto dalla nebbia, è stato accolto dagli applausi della folla mentre spingeva il carrello metallico con i suoi pochi effetti personali. Oggi l'ultimo tratto fino alla casa della madre Angela, dove ritroverà il figlio Adam, ormai 36enne, e conoscerà per la prima volta la nipote di 12 anni. Ad attenderlo anche un'accoglienza ufficiale della città.
A documentare il ritorno c'è il grande regista tedesco Werner Herzog, impegnato nel film Walk of Life. Ma per Bushby la sfida più difficile potrebbe cominciare proprio adesso: “Dovrò cercare di reinserirmi nel mondo degli adulti”, ha confessato. Dopo quasi trent'anni trascorsi a inseguire un traguardo, dovrà imparare di nuovo a fermarsi.
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