Proteste all’istituto Fantini di Vergato, la preside incontra gli studenti con un carabiniere: “Mi sento minacciata”
Non c’è pace all’istituto d’istruzione superiore “Fantini“di Vergato. Dopo tre giorni di proteste contro la preside Alessandra Milella, al suo primo anno d’incarico in questa sede, una delegazione di studenti è stata ricevuta dalla dirigente, ma alla presenza di un maresciallo dei carabinieri e con l’obbligo di spegnere i cellulari. Un incontro che si è tenuto anche alla presenza dei rappresentanti dei genitori, tra cui il presidente del consiglio d’istituto. Sotto lo sguardo vigile delle forze dell’ordine, i giovani (tra i quali alcuni minorenni) hanno discusso delle questioni sollevate in queste ore: l’apertura dei laboratori, il calendario dei ricevimenti, le nomine dell’organigramma della scuola. Un clima teso sia per la preside, che – contattata dal Fatto Quotidiano.it – dice di “sentirsi minacciata”, sia per gli studenti, che hanno dovuto parlare in presenza di un carabiniere.
A spiegarci la situazione è la stessa Milella: “Quando sono arrivata nella struttura le forze dell’ordine erano già presenti perché i manifestanti avevano esploso dei petardi e lanciato dei fumogeni. Non li ho chiamati io nel mio ufficio ma hanno voluto loro stessi presidiare il colloquio senza interferire durante l’incontro”. In merito alla richiesta di tenere i cellulari spenti, invece, la preside precisa: “È una questione di privacy. Durante le riunioni non si può registrare nulla. L’ho fatto per tutelare l’istituzione scolastica. In questi giorni non sono tranquilla. Temo non solo per la mia incolumità ma anche per l’edificio”.
Milella ha anche depositato una querela per diffamazione contro ignoti alla Procura di Bologna: “Non intendo ritirarla nemmeno ora. Contesto quanto è stato scritto sul mio conto in un volantino diffuso durante le proteste. Hanno parlato di una dirigente irraggiungibile, di una scuola ferma, di laboratori chiusi e orari che non funzionano. Non c’è nulla che corrisponda al vero”. Milella si difende spiegando che proprio in questa settimana avrebbe convocato i consigli di classe per completare l’organizzazione scolastica. Un’atmosfera, quella del “Fantini”, che ha richiamato l’attenzione del segretario provinciale della Flc Cgil, Gabriele Caforio, che ha appoggiato la scelta dell’assemblea dei lavoratori di chiedere “un incontro urgente alla dirigente e all’Ufficio scolastico”. Sul caso è intervenuto anche il sindaco Giuseppe Argentieri, che, parlando degli studenti a Il Resto del Carlino, ha detto: “Stanno dimostrando serietà, spero che la vicenda si risolva. Il Comune non è interessato, ma ho comunque parlato con l’Ufficio scolastico e chiesto garanzie”. Intanto, la consigliera regionale Marta Evangelisti ha presentato un’interrogazione in consiglio regionale.
Il nostro giornale continuerà a seguire la vicenda, anche alla luce della scelta dei vertici del Fatto Quotidiano di lanciare la campagna “Il futuro non si arma, s’insegna“, con una petizione per chiedere stipendi degli insegnanti adeguati alle medie europee e più dignità per i docenti. Non solo. Se nella vostra scuola ci sono strutture fatiscenti, laboratori mancanti, assenza di continuità didattica, limitazioni della libertà o episodi di censura, potete raccontarcelo scrivendo a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it.
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