Media Inglesi: "Manchester City colpevole di 115 violazioni finanziarie"

Terremoto in Premier League. Otto anni di indagini, 115 contestazioni, una sentenza destinata a lasciare il segno sulla Premier League: il Manchester City sarebbe stato riconosciuto colpevole della maggior parte delle violazioni finanziarie contestate dalla lega inglese.
Secondo quanto riferito dalla BBC e da The Athletic, il collegio indipendente avrebbe accolto quasi tutte le accuse, mentre le sanzioni non sono ancora state decise. Una vicenda che potrebbe aprire un nuovo, lunghissimo capitolo giudiziario.
Il caso nasce nel 2018, quando Football Leaks, il sito creato dal portoghese Rui Pinto, fa emergere documenti riservati relativi al City e ad altri protagonisti del calcio internazionale. Pinto, condannato in Portogallo e Francia, è considerato da alcuni un hacker e da altri un whistleblower.
Nel novembre 2018 il tedesco Der Spiegel pubblica le prime rivelazioni sui presunti artifici finanziari del club, dando impulso all'inchiesta della Uefa e, successivamente, a quella della Premier League. Nel febbraio 2023 la Lega accusa il City di 115 violazioni commesse tra il 2009 e il 2018. Le contestazioni comprendono 54 violazioni relative alla presunta mancata comunicazione di informazioni finanziarie accurate, 14 sui pagamenti a giocatori e allenatori, 5 sulle norme Uefa e sul Financial Fair Play, 7 sulle regole di sostenibilità finanziaria della Premier e 35 sulla mancata collaborazione con l'inchiesta della lega tra il 2018 e il 2023.
L'udienza, iniziata nel settembre 2024, è durata dieci settimane a porte chiuse. Il City ha sempre respinto ogni accusa. Anche oggi il club ha precisato, tramite un comunicato stampa, che il procedimento "rimane in divenire", sottolineando che restano da completare "elementi significativi" e che tutto è coperto da stretta riservatezza. La società ha inoltre rivendicato di aver rispettato il giusto processo per otto anni, confidando in un'autorità "indipendente, imparziale ed equilibrata". In caso di sconfitta, il City ha già fatto sapere di essere pronto a ricorrere in appello.
Sul tavolo ora ci sono sanzioni potenzialmente pesanti: multa, penalizzazione di punti, fino alla retrocessione o, nelle ipotesi più estreme, all'esclusione dalla Premier League. Potrebbero inoltre aprirsi contenziosi da parte di altri club che ritengano di essere stati danneggiati dalle presunte violazioni.
Il caso arriva dopo un altro precedente, avviato dalla Uefa: nel 2020 il City fu squalificato per due anni dalle competizioni europee e multato di 30 milioni di euro per violazioni del Fair Play finanziario. Il Tas annullò poi la squalifica, giudicando non provata o prescritta la maggior parte delle contestazioni, riducendo la multa a 10 milioni per la mancata collaborazione del club.
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