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Friday, October 2, 2026

Conte: “Favorevole al federatore del centrosinistra, ma mi hanno detto di no”. Oggi la direzione del Pd con Schlein

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Conte: “Favorevole al federatore del centrosinistra, ma mi hanno detto di no”. Oggi la direzione del Pd con Schlein

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Primarie o morte? Nient’affatto. Il passaggio, a tratti inedito, è arrivato durante la presentazione del libro La principessa di David Tozzo, quando Giuseppe Conte ha rivelato un retroscena delle trattative sulla leadership del cosiddetto Campo largo. Sul palco con Nicola Fratoianni, il leader del Movimento 5 stelle ha raccontato di aver valutato una soluzione alternativa alle primarie, che prevedeva un passo indietro tanto suo quanto della segretaria dem Elly Schlein.

“Io non mi affido all’ambizione personale – ha spiegato Conte – Ho dichiarato fin dall’inizio la mia disponibilità a concordare anche un nome terzo“, ma “su questa base non c’è stata disponibilità a valutare questa strada”. Da parte di chi è sottinteso: Schlein. Che, per la verità, non ha mai fatto mistero della sua posizione. A marzo, quando il dibattito sul federatore imperversava, la segretaria chiarì subito: non è tempo di papi stranieri. La linea della segretaria del Pd, infatti, è: o primarie o sarà leader del centrosinistra l’esponente del partito più votato.

Sia come sia, le parole di Conte hanno riacceso le speranze dei parecchi che, nel Campo largo, caldeggiano l’opzione federatore. Ma il presidente M5s li ha subito gelati: ora “abbiamo di fronte le primarie”. Insomma, l’ipotesi del passo indietro sembra già archiviata. Già oggi alla direzione Pd si parlerà della roadmap. L’8 ottobre è in programma il voto finale alla legge elettorale, che stabilisce l’obbligo delle coalizioni di indicare un candidato premier, di fatto accelerando il percorso verso le primarie di centrosinistra. Ma prima si dovrà aprire il tavolo di programma. Schlein ha invitato anche le forze centriste. Al centro, tuttavia, si accalca una galassia ancora confusa di realtà. A mettere un po’ di ordine ci ha provato il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ma con esiti scarsi: “Abbiamo dato pubblicamente la disponibilità a metterci al lavoro per una lista unitaria – ha spiegato – Al momento non abbiamo avuto particolari riscontri”.

L’appuntamento successivo all’approvazione della legge elettorale sarà quello del 18 ottobre, con l’assemblea del Pd per la proroga del mandato di Schlein, che sennò scadrebbe a marzo 2027, in piena campagna elettorale. Lo stesso giorno, Avs presenterà le sue proposte per il programma. Poi sarà possibile pensare al tavolo. “Schlein e Conte devono accelerare – ha detto Angelo Bonelli di Avs – Alle primarie avrei preferito un’intesa politica, ma se l’intesa non c’è, si facciano: prima si fanno, meglio è”. In parte il programma è già scritto nelle proposte di legge comuni su sanità, lavoro, diritti. Ma sull’Ucraina servirà un compromesso. E Conte non sta facendo sconti: “Non interpreto solo la mia comunità, ma avverto un mandato di un’ampia e maggioritaria istanza da parte della società e dei cittadini. L’Italia non può continuare a mandare armi”. Al tavolo di programma ci saranno Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni per Avs e non si sa bene chi per il centro. Per esempio, il presidente di Iv Matteo Renzi non sarebbe gradito a M5s e Avs. E infatti l’intenzione di Iv è quella di indicare le due capogruppo: Raffaella Paita e Maria Elena Boschi.

Che le primarie siano la strada, lo ribadisce anche il dirigente del Pd, Goffredo Bettini, in un’intervista a il Giornale. “Di leader ne abbiamo fin troppi. Tant’è che alla fine dovremo fare le primarie. Le primarie sono innaturali in uno schema prevalentemente proporzionale, che il governo sta imponendo. Perché gli elettori di un partito dovranno prima del voto convergere sul segretario di un altro partito. Avrei preferito una personalità in grado di rappresentare tutti, per le sue qualità, il suo equilibrio, la sua autorevolezza. Pare che questo sia impossibile. Ed ecco le primarie. Allora, facciamole presto e bene”.

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