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Sunday, October 18, 2026

Nuovo bonus mamme 2026, le istruzioni dell’Inps: requisiti, importi e quando fare domanda

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L’Inps ha pubblicato la circolare n. 106 del 16 ottobre, che illustra come funziona il Nuovo bonus mamme per l’anno 2026: dai requisiti, ai nuovi importi, ai dettagli su come fare domanda, al pagamento in un'unica soluzione a dicembre, alle altre novità. La misura è rivolta alle lavoratrici con figli, a patto che rientrino in determinati requisiti personali, lavorativi e di reddito.

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Quello che devi sapere

La circolare dell’Inps

Come spiega l’Inps, l’ultima circolare “illustra la disciplina del Nuovo bonus mamme per l’anno 2026” e fornisce “le relative istruzioni operative e contabili. Per quanto non diversamente previsto dalla presente circolare, restano fermi, in quanto compatibili, i criteri già illustrati con la circolare n. 139/2025”. La misura, che “si colloca in continuità con il beneficio previsto per l’anno 2025”, come ricorda l’Inps è in vigore “in attesa dell’attuazione dell’esonero contributivo parziale” la cui decorrenza è stata differita al 2027.

Per approfondire: Manovra 2027, bonus e misure per le famiglie: cosa prevede il Dpb

Il nuovo bonus mamme 2026 e gli importi

Il bonus, spiega l’Inps, “riconosce, per l’anno 2026, un’integrazione al reddito in favore delle lavoratrici madri con due o più figli”. Per riceverlo bisogna presentare una domanda. Per quanto riguarda gli importi, il beneficio è riconosciuto “nella misura di 60 euro mensili per ciascun mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività di lavoro autonomo, nel rispetto dei requisiti, fino a un massimo di dodici mensilità e a un importo complessivo di 720 euro”.

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Le novità

Come spiega la circolare, “il nuovo quadro normativo prevede:

  • l’incremento dell’importo mensile da 40 euro a 60 euro, fino a un massimo annuo di 720 euro;
  • il differimento all’anno 2027 dell’esonero contributivo parziale di cui all’articolo 1, comma 219, della legge n. 207/2024;
  • il coordinamento, per l’anno 2026, con l’esonero contributivo previsto dall’articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, in favore delle lavoratrici madri con almeno tre figli titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato”.

Per approfondire: La circolare dell'Inps

I requisiti

La circolare spiega che l’articolo 1 della legge di Bilancio 2026 “riconosce per l’anno 2026 il contributo economico in favore delle lavoratrici madri dipendenti e autonome, individuandone la platea, i requisiti di accesso, le condizioni e i limiti. La disciplina riproduce, per l’annualità 2026, i requisiti essenziali già previsti per la misura relativa all’anno 2025, ferma restando la diversa misura mensile del beneficio”. Per accedere al Nuovo bonus mamme per l’annualità 2026, quindi, le lavoratrici madri devono possedere alcuni requisiti che riguardano, ad esempio, il numero di figli e l’attività lavorativa.

Per approfondire: Bonus mamme lavoratrici, come cambia il contributo nel 2026

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Il numero di figli

 Per quanto riguarda il numero di figli, per accedere al beneficio le lavoratrici devono essere:

  • madri con due figli (compresi i figli adottati o in affidamento preadottivo), di cui il più piccolo di età inferiore a dieci anni;
  • oppure madri con tre o più figli (compresi i figli adottati o in affidamento preadottivo), di cui il più piccolo di età inferiore a diciotto anni.

Il requisito relativo al numero dei figli “deve sussistere alla data del 1° gennaio 2026 o si deve perfezionare entro il 31 dicembre 2026”. Inoltre, se il “requisito si perfeziona in un momento successivo al 1° gennaio 2026, il Nuovo bonus mamme spetta a partire dal mese in cui si perfeziona il requisito”.

L’attività di lavoro

Un altro requisito riguarda l’attività di lavoro. Le lavoratrici madri che possono accedere al bonus, infatti, “devono essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, o lavoratrici autonome iscritte” alle gestioni previdenziali obbligatorie autonome, alle Casse di previdenza professionali e alla Gestione separata. Rientrano nella platea anche i rapporti di lavoro intermittenti e quelli a scopo di somministrazione. Come precisa l’Inps, “il beneficio spetta esclusivamente per i mesi o le frazioni di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività di lavoro autonomo, con esclusione dei periodi di sospensione”.

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Le lavoratrici con tre o più figli: la precisazione

Per le lavoratrici madri con tre o più figli, sottolinea l’Inps, il Nuovo bonus mamme non è riconosciuto per i mesi in cui sussiste, anche in parte, un rapporto di lavoro a tempo indeterminato”. Le lavoratrici con tre o più figli che sono titolari di un contratto a tempo indeterminato, infatti, possono “accedere fino al 31 dicembre 2026 all’esonero del 100 per cento dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS) per la quota posta a loro carico”. È per questo che, nel caso di trasformazione di un rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, per queste lavoratrici decade il diritto al Nuovo bonus mamme proprio dal mese di trasformazione del rapporto di lavoro. “Anche i rapporti di apprendistato rientrano nei contratti di lavoro a tempo indeterminato”, ricorda ancora l’Inps.

Gli esempi sui mesi in cui spetta il bonus

Nella circolare dell’Inps ci sono anche alcuni esempi che spiegano, in base ai diversi casi, per quanti mesi spetta il Nuovo bonus mamme. Eccoli:

  • “la lavoratrice alla data del 1° gennaio 2026 è madre di due figli. La lavoratrice ha diritto al Nuovo bonus mamme dal mese di gennaio 2026 se lavoratrice autonoma o lavoratrice dipendente con contratto a tempo determinato o indeterminato. Il figlio più piccolo compie il decimo anno di età il 15 settembre 2026. Il Nuovo bonus mamme spetta dal mese di gennaio 2026 al mese di settembre 2026;
  • la lavoratrice alla data del 1° gennaio 2026 è madre di tre figli. La lavoratrice ha diritto al Nuovo bonus mamme dal mese di gennaio 2026 se titolare di un rapporto di lavoro a tempo determinato o lavoratrice autonoma. Il figlio più piccolo compie il diciottesimo anno di età il 10 novembre 2026. Il Nuovo bonus mamme spetta dal mese di gennaio 2026 al mese di novembre 2026;
  • la lavoratrice, alla data del 1° gennaio 2026, è madre di un figlio ed è in corso la gravidanza del secondo figlio. La nascita del secondo figlio avviene il 20 aprile 2026. La lavoratrice ha diritto al Nuovo bonus mamme dal mese di aprile 2026 al mese di dicembre 2026 indipendentemente dalla natura, a tempo determinato o indeterminato, del rapporto di lavoro;
  • la lavoratrice alla data del 1° gennaio 2026 è madre di due figli e titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato. La lavoratrice ha diritto al Nuovo bonus mamme dal mese di gennaio 2026. Nel mese di settembre 2026 nasce il terzo figlio; a decorrere dal medesimo mese di settembre il beneficio non spetta più, in quanto la lavoratrice è titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Resta ferma, ove ne ricorrano i requisiti, l'applicazione dell'esonero della quota dei contributi IVS a carico della lavoratrice fino al 31 dicembre 2026;
  • la lavoratrice alla data del 1° gennaio 2026 è madre di tre figli di cui il più piccolo ha otto anni ed è titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. La lavoratrice non ha diritto al Nuovo bonus mamme, ma può accedere, ove ne ricorrano i requisiti, all’esonero totale dei contributi previdenziali IVS per la quota a suo carico fino al 31 dicembre 2026;
  • la lavoratrice alla data del 1° gennaio 2026 è madre di tre figli di cui il più piccolo ha cinque anni ed è titolare di un contratto a tempo determinato; nel mese di luglio 2026, il contratto di lavoro viene trasformato a tempo indeterminato. Il Nuovo bonus mamme spetta dal mese di gennaio 2026 al mese di giugno 2026. A decorrere dal mese di luglio 2026 la lavoratrice può accedere, ove ne ricorrano i requisiti, all’esonero totale dei contributi IVS per la quota a suo carico fino al 31 dicembre 2026;
  • la lavoratrice alla data del 1° gennaio 2026 è madre di tre figli, tutti di età superiore ai diciotto anni. La lavoratrice non ha diritto al Nuovo bonus mamme. Si evidenzia che tale lavoratrice non può accedere neanche all’esonero totale dei contributi IVS di cui all’articolo 1, comma 180, della legge n. 213/2023”.

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Il requisito economico

Per accedere al bonus, poi, c’è anche il requisito economico da soddisfare: è necessario, infatti, che “la somma dei redditi da lavoro, autonomo o dipendente, rilevanti ai fini del calcolo delle imposte per l’anno 2026 sia pari o inferiore a 40.000 euro annui”. 

Importi e pagamenti

Per l’anno 2026, il Nuovo bonus mamme è pari a 60 euro mensili per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività di lavoro autonomo, fino a un massimo di dodici mensilità e a un importo complessivo di 720 euro. Le mensilità che spettano per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 verranno corrisposte, in un’unica soluzione, nel mese di dicembre 2026, insieme al pagamento della mensilità riferita allo stesso mese.

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Le domande

Come detto, per ottenere il beneficio è necessario presentare la domanda all’Inps. La domanda potrà essere presentata attraverso i servizi telematici dell’Istituto direttamente dall’interessata oppure tramite gli Istituti di patronato o il Contact Center Multicanale. Le domande, però, non posso ancora essere inviate: la “data di apertura del servizio per la presentazione delle domande sarà comunicata dall’Istituto con successivo messaggio”, ha fatto sapere l’Inps.

Cosa succede dopo

Nel presentare la domanda, la lavoratrice deve dichiarare di possedere i requisiti necessari e di rientrare nelle condizioni che permettono di accedere al bonus. È necessario indicare anche i dati dei figli e allegare alcuni documenti. Si deve scegliere l’eventuale modalità di pagamento. Dopo la presentazione delle domande sono previsti dei controlli e delle verifiche automatizzate in base ai dati in possesso dell'Inps. Dopo le verifiche, la domanda può essere accolta, accolta in modo parziale o rigettata. In caso di provvedimento di rigetto o di accoglimento parziale, la lavoratrice può presentare la richiesta di riesame, sempre in modalità telematica, entro il termine indicato nel provvedimento. Il Nuovo bonus mamme non è imponibile ai fini fiscali e contributivi e non rileva ai fini della determinazione dell’Isee. Il beneficio è riconosciuto a carico dello Stato nel limite di spesa di 630 milioni di euro per l’anno 2026.

Per approfondire: Congedo parentale e permessi Legge 104, nuovi obblighi Inps: cosa cambia da dicembre

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