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Thursday, October 8, 2026

Da Diablo a Call of Duty, Antitrust e Ue verificano le spese nascoste nei videogiochi

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L'Antitrust italiana rafforza la vigilanza sugli acquisti online all'interno dei videogiochi e assume un ruolo di primo piano nell'azione coordinata europea contro pratiche ritenute potenzialmente poco trasparenti per i consumatori. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) guiderà infatti, insieme alle autorità di tutela dei consumatori di Norvegia e Danimarca, un'iniziativa che riguarda Activision Blizzard UK e altre società del gruppo Microsoft nell'ambito di un più ampio intervento promosso dalla Commissione europea.

L'obiettivo è verificare la possibile esistenza di una "infrazione diffusa" alle norme europee di protezione dei consumatori, vale a dire comportamenti suscettibili di arrecare pregiudizio agli utenti residenti in almeno tre Paesi membri dell'Unione europea. L'iniziativa rientra nelle attività della Rete di Cooperazione per la Protezione dei Consumatori (CPC), attraverso la quale la Commissione europea ha annunciato azioni coordinate nei confronti di dieci grandi operatori del settore videoludico: Activision Blizzard UK, Crytek, InnoGames, King.com, Mojang, Plarium Europe, PLR Worldwide Sales, Riot Games, Supercell e Ubisoft EMEA. Secondo quanto riferito dall'Agcm, le attività sono finalizzate a garantire la piena applicazione dei principi europei sulle valute virtuali utilizzate nei videogiochi, con l'obiettivo di assicurare maggiore trasparenza ed equità nelle modalità di acquisto e di rafforzare la tutela dei consumatori, in particolare dei minori.

Sotto osservazione le valute virtuali

L'azione europea si collega alle istruttorie già avviate dall'Autorità italiana nel dicembre scorso nei confronti di alcune società del gruppo Microsoft in relazione ai videogiochi Diablo Immortal e Call of Duty. Al centro delle verifiche vi è il sistema delle valute virtuali utilizzate per acquistare contenuti digitali come oggetti estetici, miglioramenti del personaggio, pacchetti di potenziamento o altri servizi disponibili all'interno del gioco. In molti casi, infatti, il prezzo non viene espresso direttamente in euro ma attraverso monete virtuali, come platino, diamanti o altre valute digitali acquistabili con denaro reale. Secondo l'Autorità, questo meccanismo può rendere più difficile per i giocatori percepire immediatamente l'effettiva spesa sostenuta, soprattutto quando vengono utilizzate più valute virtuali o quando queste sono vendute esclusivamente attraverso pacchetti predefiniti, i cosiddetti "bundle".

Dark patterns e tutela dei minori

Tra gli aspetti oggetto di attenzione figurano anche le tecniche di progettazione delle interfacce digitali, note come dark patterns, che potrebbero influenzare le scelte degli utenti indirizzandoli verso acquisti indesiderati o poco consapevoli. L'Agcm richiama inoltre l'attenzione sull'adeguatezza dei sistemi di controllo parentale e sulle procedure di assistenza agli utenti in caso di blocco degli account. Elementi che, secondo l'Autorità, assumono particolare rilievo quando a utilizzare i videogiochi sono consumatori vulnerabili, come minori o soggetti maggiormente esposti al rischio di comportamenti compulsivi. L'iniziativa rappresenta uno dei più significativi interventi europei degli ultimi anni sul mercato del gaming e punta a definire standard più rigorosi per la trasparenza delle transazioni digitali all'interno dei videogiochi, un settore che continua a registrare una crescita costante e a coinvolgere milioni di utenti in tutto il continente.

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