Angelina Jolie: “Ero legata a mia madre in modo disperato, sapere di avere la sua stessa mutazione genetica è stato come rivivere quella tragedia. Il mio ultimo film mi ha aiutata a superare il trauma del cancro”
Ci sono ruoli e ruoli. E quello che Angelina Jolie interpreta in Couture lascia il segno. Lei è Maxine, una regista americana che scopre di avere un tumore al seno durante la Settimana della moda di Parigi. Una storia personale che rivive in prima persona. Una storia vera, profonda, che l’ha toccata nell’anima. Il settimanale F l’ha incontrata, le ha parlato. Ha ricordato che nel 2007 Angelina ha perso sua madre, l’attrice e produttrice Marcheline Bertrand, scomparsa a soli 56 anni per un tumore alle ovaie e al seno.
Un male che Jolie ha scelto di combattere preventivamente, intervenendo chirurgicamente sul proprio corpo per abbattere il rischio di ammalarsi dello stesso male: nel 2013 con la doppia mastectomia preventiva e nel 2015 con l’asportazione di ovaie e tube, per contrastare la mutazione del gene BRCA1. «È stato come rivivere quella tragedia – ha confessato al Femminile di Cairo Editore – Ero legata a mia madre in modo disperato. Era una persona di una dolcezza e di una generosità talmente pure da farmi sentire che non sarò mai al suo livello, soprattutto per la sua capacità di amare senza condizioni. Quando ci ha lasciati soli mio padre (l’attore premio Oscar Jon Voight ndr), mia madre ha sacrificato le sue aspirazioni artistiche come attrice per crescere me e mio fratello James Heaven».
Insomma «girare Couture è stato intimo. Ci sono stati momenti in cui dimenticavo di essere su un set e mi sentivo immersa un’esperienza reale. Mi ha aiutata a superare, almeno in parte, un trauma che comunque rimarrà sempre dentro di me». Poi svela: «Per sentirmi protetta durante le riprese ho voluto indossare una delle collane di mia madre. Sul set si respirava un’atmosfera confortante e terapeutica, perché la malattia e la perdita purtroppo sono un’esperienza collettiva che accomuna molte persone. La regista ha saputo muoversi con una delicatezza unica, esaltando i legami più profondi».
Per Angelina oggi c’è il lavoro e non l’amore. Forse perché «il grande amore per me è un sodalizio capace di aprirti gli occhi, renderti migliore e ispirarti a compiere il bene. Il vero amore consiste nel trovare qualcuno che sappia trasformare la tua prospettiva e incoraggiarti a compiere un percorso insieme».
E ora non c’è nessuno con cui condividere questo percorso insieme. «Personalmente, mi accorgo di essere innamorata quando, pur vedendo tutte le imperfezioni di una persona, la trovo perfetta così come è. Rispetto alle relazioni sentimentali, in questa fase ho preferito dare priorità ai figli e al mio percorso di guarigione interiore”. Figli che hanno scelto il cinema… «Ho sempre cercato di sostenere i loro percorsi creativi individuali, anziché spingerli sotto le luci dei riflettori. Come genitore cerchi solo di fare il massimo, di proteggerli più che puoi e di essere sempre presente e attiva per loro. E poi, alla fine, ti devi solo augurare con il cuore che tutto vada per il meglio».
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