Ex Ilva, schiarita a Taranto: blocchi stradali tolti subito, sciopero termina alle 23

A Taranto lo sciopero dei lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto appalto che è in corso da lunedì con blocchi stradali sulle statali per Bari e per Reggio Calabria, termina questa sera alle 23. Vengono invece rimossi subito i blocchi stradali tra cui quello davanti alla raffineria Eni di Taranto. Questo per consentire l’uscita delle autocisterne, visto che il carburante sta scarseggiando fortemente per le stazioni di servizio in Puglia e per gli aeroporti pugliesi. Lo ha deciso l’assemblea dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali tenutasi questa mattina sulla statale per Bari in prossimità del siderurgico.
Dall’assemblea si sono levate alcune voci di dissenso da parte dei lavoratori - “non abbiamo niente” - ma i sindacati hanno insistito affinché non vi fossero divisioni in vista delle prossime scadenze e hanno evidenziato i risultati nel frattempo ottenuti. Cioè la convocazione a Palazzo Chigi il 27 ottobre alle 17 e l’accordo di ieri in Regione che impegna tutte le istituzioni locali sulle richieste sindacali, a partire dalla decarbonizzazione della fabbrica e dagli strumenti straordinari per i lavoratori: incentivi economici all’esodo agevolato e anticipato e pensionamenti anticipati per l’esposizione all’amianto e agli agenti inquinanti,
Le posizioni sindacali
“Dobbiamo andare avanti costruendo la nostra proposta per l’incontro del 27 ottobre a Palazzo Chigi - dice Luigi Bennardi della Uilm - e dobbiamo andarci avendo forze, compattezza, unità e presenza. Quella presenza che in questi giorni di mobilitazione sulle strade avremmo voluto vedere più intensa, anche perché siamo ad uno snodo significativo”. “Dobbiamo essere uniti, altrimenti saremo perdenti” sostiene un delegato sindacale. Per Francesco Brigati della Fiom Cgil, “abbiamo ottenuto la convocazione a Chigi con la nostra determinazione, é una conquista ma non una soluzione. Abbiamo delle tappe: il 20 ottobre la Corte di Cassazione, poi a Palazzo Chigi il 27, poi, ancora, il deposito delle offerte di AdI entro il 9 novembre. Dobbiamo mantenere una pressione costante”.
“Il risultato di ieri è frutto del sacrificio di tutti i lavoratori e non bisogna sminuire un risultato così importante”, evidenzia Biagio Prisciano della Fim Cisl a proposito dell’accordo in Regione Puglia e della convocazione del Governo. “Avevamo l’esigenza di far condividere la nostra piattaforma da tutte le forze politiche in Regione e non é stato assolutamente facile farlo - spiega Prisciano -. Sinora il Governo ci ha sempre detto che non poteva fare delle cose perché la Regione non voleva, oppure non volevano Comune di Taranto e Provincia di Taranto, ma adesso non é più così. Non ci sono più alibi per il Governo, tutta la politica a tutti i livelli é sulle nostre posizioni. E a Roma il 27 ottobre andremo con tutti i lavoratori. Abbiamo quindi la necessità di arrivare carichi a quella data. Ci dobbiamo ricaricare. E se il 27 le risposte non saranno adeguate, bisognerà ripartire con la mobilitazione. L’incontro a Chigi c’é per la pressione di Taranto perché Genova ha tolto lo sciopero e l’incontro con il Governo non l’ha avuto”. “Non é possibile - afferma poi Prisciano - che in questi giorni ai presidii di protesta abbiamo visto sempre le stesse facce, ma così non funziona, dove sono tutti gli altri? Perché se il Governo ci ha convocato, è grazie alla mobilitazione di chi é stato in strada. Si fa corpo unico”.
Acciaierie, in arrivo nuova richiesta di cassa integrazione
Intanto, Acciaierie d’Italia sta comunicando a molti dipendenti la messa in cassa integrazione a zero ore. Il provvedimento avrebbe già riguardato la sede di Milano e si sta estendendo anche a Taranto. Da una settimana, intanto, il personale del centro ricerche di Taranto di AdI è in ferie forzate. Molto probabilmente la comunicazione della cassa a zero ore prelude a una nuova procedura di cassa integrazione straordinaria da parte dell’azienda. La nuova richiesta di cassa potrebbe essere inviata già oggi, forse nel pomeriggio, poiché l’azienda l’ha preparata. Attualmente la cassa è autorizzata per 4.500 dipendenti nel gruppo, di cui 3.800 a Taranto, ma giorni fa AdI ha trasmesso ai sindacati una nuova procedura di cassa per il sito di Salerno che coinvolge 38 dipendenti su 40, la quasi totalità.
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