Garlasco, Sempio: “Chiariremo tutto”. L’avvocato Cataliotti: “Le nostre analisi scientifiche decisive per scagionarlo. Revisione Stasi? Prima del processo”
“Le nostre analisi saranno ponderate, hanno un alto tasso di scientificità”. E ancora: “Riteniamo che siano decisive, una specialmente, per scagionare Andrea Sempio”. Liborio Cataliotti, avvocato dell’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, rivendica il lavoro dei consulenti della difesa e, mentre si avvicina la scadenza per il deposito delle controdeduzioni agli atti della Procura di Pavia, pone una questione che riguarda anche il destino processuale di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco: “La revisione deve essere il preludio, deve precedere il processo eventuale, fosse anche solo un processo che evapori in udienza preliminare a carico di Andrea Sempio, ma deve venire prima perché altrimenti il sistema salta”.
Le dichiarazioni sono state rilasciate a LaPresse davanti al centro Genomica di Roma, dove lunedì pomeriggio erano previste nuove analisi nell’ambito dell’attività tecnica della difesa. Anche Sempio si è presentato nella struttura. “Riusciremo a chiarire tutto appena potremo”, ha detto al suo arrivo.
La difesa, composta dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, dovrà depositare entro il 18 ottobre le proprie controdeduzioni, dopo la chiusura delle nuove indagini della Procura di Pavia, avvenuta il 28 settembre. È in corso il lavoro per esaminare gli atti del fascicolo e individuare gli elementi sui quali presentare osservazioni.
Le analisi e il lavoro dei consulenti
Cataliotti insiste sul rigore scientifico degli accertamenti in corso, sottolineando che il lavoro non si limita alla ricerca di un risultato favorevole all’indagato, ma punta a costruire una base tecnica articolata. “Come ci è stato giustamente richiesto dalla Procura della Repubblica, daremo ampia soddisfazione non tanto per l’esito, ma per il substrato di scienza che caratterizza le nostre analisi”, ha spiegato. Il legale quantifica anche la mole delle consulenze: “Sono consulenze di 70, 80, 100 pagine, quindi parliamo di un lavoro mastodontico e molto serio”. La presenza di Sempio a Roma, ha precisato, non era stata programmata dai difensori: è stata una scelta personale dell’indagato, che voleva ascoltare direttamente le valutazioni tecniche. Gli accertamenti vengono svolti mentre la difesa prepara le proprie osservazioni sul materiale raccolto dagli inquirenti. Cataliotti non anticipa nel dettaglio quali saranno gli esiti delle analisi, ma afferma che almeno una delle consulenze potrebbe avere un peso rilevante per la posizione del suo assistito.
Il nodo della revisione di Stasi
È però sul rapporto tra l’eventuale procedimento a carico di Sempio e la condanna definitiva di Stasi che Cataliotti concentra una parte importante delle sue dichiarazioni. Secondo l’avvocato, prima di arrivare a un eventuale processo nei confronti del nuovo indagato dovrebbe essere affrontata la possibilità di rivedere la sentenza che ha condannato l’allora fidanzato di Chiara Poggi. Il legale richiama il rischio di una contraddizione giudiziaria nel caso in cui, per lo stesso omicidio, si arrivasse a una nuova condanna senza che quella precedente sia stata prima sottoposta a revisione. “Se una sentenza passata in giudicato può essere susseguita da un altro processo a carico di un altro indagato, prima di essere revisionata e cancellata, il sistema processuale penalistico salta”, ha affermato.
Cataliotti prospetta quindi un’iniziativa davanti alla Corte costituzionale. “Se manca una norma che regolamenti il caso specifico, rispondo che è vero”, ha detto, spiegando che la difesa chiederà che la questione venga rimessa alla Consulta, a meno che non venga prima presentata un’istanza di revisione della condanna di Stasi. Il legale considera la questione particolarmente rilevante perché, nella sua ricostruzione, si potrebbe arrivare a due giudicati per un omicidio che viene trattato come un reato monosoggettivo. “È logico che una revisione preceda l’eventuale e non auspicato processo di Sempio”, ha aggiunto, delineando quello che definisce un paradosso: una possibile condanna di Sempio senza una contestuale revisione della sentenza che ha già condannato Stasi.
“Vogliamo vincere prima”
L’avvocato ribadisce che la priorità resta la tutela del proprio assistito e che l’eventualità di un rinvio a giudizio non può essere considerata scontata. “Pensiamo a difendere Andrea Sempio minuto per minuto e a farlo uscire da questa vicenda processuale il prima possibile. Il prima possibile significa non dare per scontato che il rinvio a giudizio venga accolto. Il rischio evidentemente c’è e i processi possono anche sfociare in assoluzioni, ma noi vorremmo vincerlo prima” ha dichiarato il legale.
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