“Quando in pochi mesi passi dal 72% di share al 2% se non sei strutturato non ce la fai. Di cosa ho paura? Delle malattie, quando faccio un prelievo sono già convinto di avere qualcosa. Sarò ad Amici ma da giugno…”: parla Amadeus
È una chiacchierata lunga e densa quella che Amadeus fa con Chi, dopo due anni di silenzio. E il conduttore prova ad analizzare questo periodo turbolento partendo da alcune certezze, dalle cose su cui sa di poter contare: “Una donna al mio fianco da ventitré anni che è stata ed è fondamentale nella mia vita. Ho due figli meravigliosi, ho fatto cose che non avrei mai immaginato”.
In quest’ottica, anche lo sguardo al suo passaggio dalla Rai al Nove è nitido: “Devi essere strutturato, lo dico senza presunzione. Quando passi nel giro di pochi mesi dal 72% di share al 2%, se non hai una tua autostima, se non sei sereno, se non hai una famiglia vicino e pensi che la tua vita sia solo lo share e la televisione, non ce la fai psicologicamente. Non è così semplice, ma non ho l’ossessione del consenso”.
Un addio, quello al gruppo Warner Bros Discovery, arrivato con due anni di anticipo (“Non ha funzionato, è inutile nascondersi”), accompagnato dalla considerazione di essere “probabilmente” più adatto alla tv generalista: “Con il pubblico del Nove eravamo come due binari paralleli che non si incrociano mai. Per carattere ho sempre voglia di provare nuove esperienze”. E ancora: “Non è un fallimento cambiare strada a metà, è coraggio ammettere che quella strada non era la tua”.
Amadeus confuta poi anche una ricostruzione che non ha mai smesso di circolare in questi due anni, ovvero che la sua scelta professionale fosse dovuta a ragioni strettamente economiche: “Se al bar sento: ‘Amadeus è andato via dalla Rai ed è andato a Discovery’, la prima cosa che penso è: ‘Allora è andato a guadagnare un sacco di soldi’. Non per malignità, è semplicemente la cosa più naturale. Io però non sono andato via per soldi. Sul tavolo c’erano due contratti identici economicamente: quello della Rai e quello di Discovery. Stessa durata, stessa cifra”.
Nell’intervista c’è anche molta Rai, che è il posto dove Amadeus dice di aver realizzato i suoi sogni. E c’è anche una considerazione apertamente slegata dalla politica: “Ho lavorato bene con Coletta, Fabiano, Teodoli, Ciannamea (tutti dirigenti o ex dirigenti Rai, ndr). Non è una questione di destra o di sinistra, ma di competenza, idee e affinità”.
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