Calcio: De Rossi 'al settimo cielo. Grazie al club che ha avuto fiducia in me'
Daniele De Rossi è "al settimo
cielo" dopo la vittoria conquistata oggi contro la Fiorentina,
la prima in campionato dopo le uniche due conquistate in Coppa
Italia. "Abbiamo lavorato nella stessa maniera dall'inizio del
ritiro e oggi stesso abbiamo fatto un primo tempo eccezionale,
poi se gira diversamente la pareggi perché non è che la
Fiorentina non meritasse di pareggiare - ha detto il tecnico del
Genoa -. Il calcio è così, bisogna mantenere un po' di lucidità
e pazienza.
"La pazienza dà tempo e nel tempo se pensi che un allenatore
o un giocatore è bravo arrivano i risultati - prosegue De Rossi
-. Devo ringraziare la mia società per la pazienza, la fiducia e
anche per il tatto. Ad un certo punto finita la partita con il
Parma tutti quanti hanno deciso che ero sollevato, erano tutti
sicuri. Sono contento per me, per il mio staff, tanto contento
per i miei giocatori e tanto contento per la mia società, per
Blazquez (Ceo) e per Lopez (Cfo in uscita) che da subito m'hanno
fatto sentire inchiodato a questa panchina".
Un successo in campionato che mancava da Aprile scorso. "Le
emozioni sono state tante perché questo è un lavoro che ti
strattona verso l'alto. Adesso sto al settimo cielo, so già che
sabato affronteremo una partita tanto difficile (contro la Roma,
ndr). Dopo Parma ero uno straccio zuppo. Le emozioni sono tante
perché vivi i 90 minuti. Viviamo tutti gli avvicinamenti a
questi 90 minuti. Tutte le dimostrazioni che ho ricevuto in
questi giorni da parte di giocatori: chi con un messaggio, chi
con un abbraccio, chi con una frase. Chi viene in ritiro anche
se non è convocato. Chi mi dice un abbraccio e sono contento per
te. Facciamo questo lavoro per le emozioni. Non è che poi è
successo niente. Abbiamo quattro punti in sei partite, è molto
lunga".
Genoa che De Rossi ha stravolto passando dalla difesa a 3 a
quella a 4. Ben più di un semplice esperimento. "Possiamo
pensare che questo è uno schieramento che noi riutilizzeremo.
Però poi ci sono gli avversari e bisogna capire che partita
andiamo a fare, secondo me. Giocare con la Fiorentina non è come
giocare con la Roma, come non è giocare con il Venezia. Sono
tutte squadre un po' diverse. Non dobbiamo troppo snaturarci noi
in base al nostro avversario. Ma soprattutto quando gli
avversari sono, in teoria, sulla carta più forti di noi, un
pochino ci dobbiamo adattare. E dobbiamo capire che per fare
questo modulo con gli esterni aperti così, gli esterni alti che
saltano l'uomo, puntano l'uomo, ne abbiamo un po' pochi".
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