Cardinale col cappello “Make Milan Great Again”, poi il pari col Sassuolo: ora Amorim è sotto osservazione
Il giorno prima di Sassuolo–Milan, all’uscita da Milanello, Gerry Cardinale si era mostrato con un cappello che più “Maga” di così non si può: Make Milan Great Again. Sorrideva, Cardinale, perché pensava che le sue sensazioni sulla squadra di Amorim dopo queste due settimane fossero buone. Poi è arrivata la partita. Ed è forse cambiato tutto.
L’1-1 che ha fatto tanto arrabbiare Amorim ha lasciato diversi strascichi. Non ancora esplosivi, certo, ma da tenere sotto controllo. Perché Cardinale, che è tornato negli Usa e si rivedrà il prossimo weekend per la gara contro l’Atalanta, si aspetta molto di più dalla sua squadra. Non convince la fase difensiva, passata alla linea a 4 (una rivoluzione del credo di Amorim); non convince per niente l’impiego di Gonçalo Ramos che segna in Portogallo ma in rossonero è impalpabile. Non convince, più in generale, il gioco che avrebbe dovuto essere offensivo e divertente, ma che invece risulta un po’ troppo spesso compassato e privo di imprevedibilità.
Il Milan è quinto in classifica con soli 11 gol segnati e 5 subiti dimostra come sia ancora molto lontano dalle premesse (o promesse) di inizio stagione.
Al Milan, dopo la gara in Emilia, i volti erano più scuri che altro. Sia in dirigenza, sia tra i giocatori (compreso Rabiot, andato pure in gol ma evidentemente insoddisfatto). Ora, ci sarà il Salisburgo in Europa League, quindi proprio l’Atalanta, dove si giocherà davanti agli occhi di Cardinale. Che a parole continua a difendere il suo allenatore, ma che si aspetta risultati. Dire che Amorim sia a rischio, è sbagliato. Dire che possa essere tranquillo al 100%, lo sarebbe altrettanto.
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