“Chi ha chiamato i carabinieri a scuola? Nessuna minaccia”: gli studenti del Fantini di Vergato replicano alla preside
È muro contro muro all’istituto d’istruzione superiore Fantini di Vergato, in provincia di Bologna. Da giorni tra la dirigente scolastica, Alessandra Milella e un gruppo di studenti c’è in atto una battaglia senza tregua. L’ultimo episodio, il colloquio tra la preside e una delegazione di ragazzi, alla presenza delle forze dell’ordine e dei rappresentanti dei genitori ha acceso ancora più gli animi.
Alcuni giovani hanno contattato IlFattoQuotidiano.it per dare la propria versione. E rispondere pubblicamente alle parole della dirigente d’istituto, che al nostro giornale aveva spiegato le ragioni di un confronto presidiato da un carabiniere e l’esigenza dei cellulari spenti. “Gli uomini dell’Arma – spiega Alessandro – erano già a scuola a partire dalle sette del mattino ben prima che scoppiassero dei petardi e qualcuno lanciasse dei fumogeni. Non sappiamo chi li abbia richiesti ma pensiamo che non fossero necessari all’incontro con la dirigente. Abbiamo accettato di dialogare con lei non sapendo che ci sarebbero stati i genitori e le forze dell’ordine”.
Una sorta di “imboscata” a detta degli studenti, mentre Milella ha spiegato al nostro giornale di “non aver chiamato” i carabinieri: sarebbero stati loro stessi a chiedere di stare nel suo ufficio per vigilare sulla situazione già molto calda. Gli allievi del “Fantini” contestano anche il verbale della riunione perché, a detta loro , la preside omette di aver detto che i ragazzi sono stati manipolati dai docenti. “Quella frase l’ha pronunciata e vogliamo che sia messa nero su bianco. Nel documento non sono riportate molte delle espressioni adoperate dalla preside. Ho deciso – spiega ancora Alessandro – di contattare un legale di fiducia per dipanare questa questione”. Dal canto loro i ragazzi che martedì 6 ottobre hanno manifestato davanti alla scuola ammettono che degli intrusi abbiamo adoperato fumogeni e petardi: “Probabilmente si tratta di individui che nemmeno fanno parte della nostra scuola. Persino noi abbiamo urlato contro queste persone e non capiamo come possa essere accaduto”.
Il clima resta teso. Milella a Il Fatto Quotidiano.it aveva detto di “sentirsi minacciata” e di aver presentato querela per diffamazione per un volantino diffuso dagli studenti. “Non riusciamo a dialogare con la dirigente” dice ancora Alessandro. “Non ci ha nemmeno spiegato i motivi dell’esposto che ha fatto. La protesta è servita a ottenere più ore di ricevimento della dirigente e la riapertura di alcuni laboratori ma resta il problema dell’orario e quello dei viaggi d’istruzione per i quali non è ancora stata nominata la commissione ad hoc”, spiega Alessandro. Per ora, nessuno degli studenti, sta pensando a un nuovo sciopero ma qualora non si riuscissero ad ottenere gli obiettivi prefissati, i ragazzi sono pronti a valutare altri modi per manifestare il loro dissenso.
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