Di Battista: "Mi hanno asportato un tumore, ora mi devo curare"

Ogni giorno "mi riprendo degli spazi di libertà". A Cuba "mi sono iniziato a sentir male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato", faccio parte di quel club di cittadini italiani che dicono ‘perché proprio a me’". Lo ha detto Alessandro Di Battista a Di Martedì, su La7.
"Mi hanno fatto un'operazione raffinatissima in un ospedale senza acqua" in conseguenza dell'embargo imposto dagli Usa e "mi hanno asportato quasi tutto il tumore, adesso farò le cure sperando che funzionino" ha aggiunto.
Parlando del tumore, ha osservato, ha detto: "Questa peste del XXI ha un pregio: è democratica. Io non sono uno di quelli che dice ce la farò, io devo fare le cure e avere un atteggiamento positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori e non lo faranno, sono seguito molto bene".
Candidarmi? Ora devo pensare ad altro
"Io il Vannacci del centrosinistra? Il campo largo è debole", "come pretende il Pd di vincere le elezioni se sull'Ucraina ha di fatto la stessa posizione della Meloni? Non lo so, in questo momento non lo vedo bene il campo largo. Se mi candiderò? Noi con l'associazione 'Schierarsi' avevamo fatto i passi giusti per arrivare" a questo appuntamento elettorale "almeno con la possibilità di decidere", "poi la vita è imponderabile" e "ora la priorità per me è curarmi. Ma quello che dobbiamo fare è continuare a far crescere" Schierarsi " per “quando ci saranno altre tornate in futuro...Ma devo iniziare presto le terapie. Ora giustamente devo pensare ad altro”, ha detto Di Battista.
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