Melania Trump scrive a Putin e Zelensky: tregua a Oleshky ispiri pace. Meloni: Ue parli a una voce

IL PUNTO - Diplomazia alla Casa Bianca: Melania Trump celebra la tregua di Oleshky e riceve l'Ordine della Principessa Olga
Mentre il presidente Donald Trump affronta le ripercussioni politiche delle elezioni di metà mandato, è la first lady Melania Trump a prendersi la scena internazionale. Con un evento ospitato alla Casa Bianca, l'ex modella di origine slovena ha celebrato la tregua umanitaria nella città ucraina di Oleshky, frutto di una trattativa condotta in prima persona con Mosca e Kiev.
Presentatasi in un tailleur pantalone bianco, colore simbolo di pace, la first lady ha tracciato il senso dell'operazione: «Ora dobbiamo far leva sul coraggio che abbiamo portato a Oleshky per trovare un terreno comune e creare una pace più duratura». Per suggellare l'iniziativa, ha affidato agli inviati di Russia e Ucraina due lettere personali indirizzate rispettivamente a Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, esortandoli a considerare la pausa dei combattimenti come «una scintilla in un mondo di tenebre».
Il valore umanitario del cessate il fuoco
La tregua, rimasta in vigore dal 27 ottobre al primo novembre, rappresenta il cessate il fuoco più esteso registrato su base locale dall'inizio dell'invasione russa nel febbraio 2022. Nella cittadina, duramente provata dai combattimenti, dalla fame e dalle distruzioni della guerra, la sospensione delle armi ha reso possibili operazioni di sminamento stradale e l'evacuazione in sicurezza dei residenti verso l'Ucraina o verso la Russia.
«Non sarebbe stato possibile senza di loro. Questa collaborazione costituisce un precedente significativo per promuovere la pace nell'intera regione», ha rimarcato la first lady.
I riconoscimenti da Kiev e da Mosca
A testimonianza dell'inedito ruolo diplomatico assunto da Melania Trump, la delegazione ucraina le ha consegnato l'onorificenza dell'Ordine della Principessa Olga, la più alta distinzione concessa da Kiev alle donne per meriti eccezionali.
Sul fronte russo, l'inviato speciale Kirill Dmitriev ha formalizzato i ringraziamenti di Putin per il «pregevole ruolo umanitario» svolto dalla moglie dell'inquilino della Casa Bianca. Dmitriev ha confermato che il presidente russo ha impartito personalmente le disposizioni necessarie per consentire la riuscita dell'operazione, consegnando a Melania Trump il disegno di ringraziamento realizzato da una bambina evacuata da Oleshky.
Zelensky guarda al dopo-Midterm Usa: "Pronti al dialogo ad Abu Dhabi, ma servono i Patriot e 16 miliardi promessi"
L'Ucraina si prepara a ricalibrare la propria strategia diplomatica e militare alla luce dei nuovi equilibri a Washington. In un'intervista rilasciata all'emittente televisiva ucraina TSN e ripresa da Reuters, il presidente Volodymyr Zelensky ha tracciato la rotta per i prossimi mesi: adattarsi al mutato scenario politico scaturito dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e blindare un sostegno bipartisan a Capitol Hill che resta vitale per la sopravvivenza del Paese.
Nel corso del colloquio, il capo dello Stato ucraino ha toccato un nodo finanziario cruciale: Kiev punta a sbloccare circa 16 miliardi di dollari di aiuti che, stando a quanto dichiarato dal leader, sarebbero stati formalmente promessi dall'amministrazione statunitense ma non ancora materialmente erogati.
La difesa aerea: il rebus dei missili Patriot e i caccia F-16
Sul piano militare, l'urgenza assoluta sul terreno rimane la schermatura dello spazio aereo contro i continui raid missilistici russi. La massima priorità indicata da Zelensky è garantire flussi costanti di munizionamento per i sistemi di difesa contraerea Patriot. Una partita complessa che chiama in causa tanto gli Stati Uniti quanto i partner europei e altri alleati globali.
La scorsa settimana il Dipartimento di Stato americano ha dato il via libera formale alla potenziale vendita a Kiev di 500 missili terra-aria Patriot PAC-3 per un controvalore di circa 2,1 miliardi di dollari. Tuttavia, le tempistiche contrattuali e industriali rischiano di non coincidere con l'emergenza al fronte: i vettori approvati sono attesi non prima dell'inizio degli anni Trenta.
Sul fronte aereo, Kiev accelera parallelamente sui velivoli occidentali: Zelensky ha confermato che l'obiettivo prioritario è rendere pienamente operativi un numero adeguato di caccia multiruolo F-16 entro i prossimi cinque o sei mesi.
La diplomazia verso gli Emirati
Le dichiarazioni di Zelensky giungono a pochi giorni dall'avvio della nuova finestra di trattative. La prossima settimana ad Abu Dhabi dovrebbero infatti riprendere i colloqui diretti tra le delegazioni di Ucraina e Russia sotto la mediazione statunitense, nel tentativo di tradurre il pressing della Casa Bianca in passi concreti verso un'architettura di sicurezza e una de-escalation del conflitto.
Negoziati Ucraina, asse Bruxelles-Washington: vertice trilaterale a giorni ad Abu Dhabi
L’offensiva diplomatica della Casa Bianca per chiudere la guerra in Ucraina accelera e si allarga su due fronti paralleli. Dopo le dichiarazioni di Donald Trump dallo Studio Ovale su un’intesa imminente e ad ampio raggio con Mosca, arrivano conferme operative da Bruxelles: gli Stati Uniti hanno avviato consultazioni dirette con i vertici della NATO, i leader europei e la delegazione ucraina, annunciando la convocazione di uno storico vertice trilaterale la prossima settimana ad Abu Dhabi.
A fare il punto sui colloqui in Europa è stato Jared Kushner, genero del presidente statunitense e inviato per il dossier ucraino insieme a Steve Witkoff. In una lunga nota diffusa su X, Kushner ha definito le consultazioni a Bruxelles «produttive e sostanziali», spiegando che il lavoro diplomatico si è concentrato su «due elementi essenziali e interconnessi di una pace duratura: garanzie di sicurezza per l'Ucraina e un'architettura di sicurezza europea più ampia».
La doppia linea negoziale
La missione europea di Kushner e Witkoff bilancia il quadro emerso a Washington, dove Trump aveva confermato di aver incontrato l'emissario di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, ma non i rappresentanti di Kiev.
«Stiamo lavorando intensamente con tutte le parti per trovare soluzioni pratiche che possano porre fine a questa guerra e stabilire le basi per una pace duratura», ha sottolineato Kushner, ribadendo che l'obiettivo prioritario resta “affrontare le preoccupazioni di sicurezza di tutte le parti attraverso accordi pratici e reciprocamente concordati che riducano il rischio di futuri conflitti”.
Il tavolo di Abu Dhabi
Il passaggio chiave è fissato per la settimana prossima negli Emirati Arabi Uniti. Ad Abu Dhabi andrà in scena il primo vero tavolo congiunto tra i due belligeranti mediato da Washington dallo scoppio delle ultime fasi negoziali di inizio anno:
“La prossima settimana convocheremo le prime discussioni trilaterali di pace con l'Ucraina e la Russia da febbraio”, ha annunciato Kushner. “Abbiamo lavorato con entrambe le parti per sviluppare proposte serie che possano rendere le discussioni il più sostanziali e produttive possibile”.
L'obiettivo dichiarato dall'amministrazione statunitense resta quello di tramutare l'annunciato “grande accordo” evocato da Trump in un impianto diplomatico vincolante: “Il presidente ha fatto della pace una priorità; il nostro focus è svolgere il lavoro dettagliato necessario per trasformare quell'obiettivo in un accordo completo e duraturo”.
Soccorritori ucraini al lavoro sul luogo di un attacco russo contro una struttura educativa a Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia, nel contesto dell'invasione russa dell'Ucraina (afp)
IL PUNTO - Trump accelera sui negoziati: «Accordo vicino tra Russia e Ucraina, coinvolgerà l'Europa»
Un’intesa imminente, di portata storica e con riflessi diretti sugli equilibri dell’intero continente europeo. Nello Studio Ovale della Casa Bianca, Donald Trump torna a scandire i tempi della diplomazia internazionale annunciando sviluppi decisivi per la fine del conflitto nell'Europa orientale.
“Siamo molto vicini a un accordo tra Russia e Ucraina”, ha dichiarato il presidente statunitense, delineando il quadro di un’intesa che andrà oltre la semplice cessazione delle ostilità sul campo. Nelle intenzioni di Washington, l'architettura negoziale avrà un raggio d'azione ben più ampio: “Ci sarà un accordo, sarà un grande accordo e riguarderà molto più della sola Ucraina. Sarà un accordo davvero importante, potrebbe coinvolgere l'intera Europa. Sarà un accordo grande e magnifico e ne saranno tutti entusiasti”.
A pesare sulla dinamica delle consultazioni è però il formato dei colloqui andati in scena a Washington. Lo stesso Trump ha confermato di aver ricevuto alla Casa Bianca l'inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin, Kirill Dmitriev. Nessun incontro, invece, con i rappresentanti di Kiev: la delegazione ucraina non ha preso parte al vertice.
Sul contenuto dei colloqui con l'emissario del Cremlino resta il riserbo. Interpellato dai cronisti sui dettagli del faccia a faccia, il presidente degli Stati Uniti ha preferito mantenere una stretta riservatezza diplomatica: “Non posso dirvi cosa ci siamo detti”.
L'apertura a un'intesa multilaterale destinata a ridisegnare la sicurezza europea, unita all'assenza di un confronto contestuale con la controparte ucraina, lascia aperti diversi interrogativi su quali saranno le garanzie sul tavolo e quale ruolo effettivo verrà riservato ai partner europei e alla stessa Kiev nella stesura finale del testo.
il convento di Santa Elisabetta distrutto in seguito a un attacco russo a Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia, nel contesto dell'invasione russa dell'Ucraina (afp)
Zelensky: “Dobbiamo orientarci verso il nuovo corso americano, aumentano le nostre possibilità”
"L'Ucraina deve orientarsi verso il nuovo assetto politico negli Stati Uniti d'America". Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parlando alla tv ucraina, aggiungendo che è importante "comprendere il mutare degli equilibri di potere. Le nostre probabilità di ricevere ulteriore assistenza dagli Stati Uniti d'America potrebbero ora aumentare".
"Sono grato anche ai Repubblicani, ma i Democratici si esprimono in modo molto chiaro a favore del sostegno all'Ucraina e della fornitura di aiuti al Paese", ha aggiunto Zelensky.
Trump: oggi ho incontrato solo il capo della delegazione russa, non quello ucraino
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aver incontrato oggi il capo della delegazione russa Kirill Dmitriev, alla Casa Bianca per partecipare a un evento della first lady Melania, ma non quello ucraino, che era ugualmente presente. "No, ho visto solo il capo della delegazione russa", ha risposto ai giornalisti.
Melania Trump alla Casa Bianca (SAUL LOEB / AFP)
Dmytro Lubinets e Yana Lantratova, commissari per i diritti umani rispettivamente di Ucraina e Russia, oggi alla Casa Bianca (SAUL LOEB / AFP)
Maria Zakharova oggi in conferenza stampa (Russian MFA)
Dmitry Peskov oggi in conferenza stampa (kremlin.ru)
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