“Christa Pike è sopravvissuta a due iniezioni letali”: fallita l’esecuzione negli Usa. E’ ricoverata in ospedale: “Ora fermate la condanna”
E’ sopravvissuta a due dosi di pentobarbital e la procedura è stata sospesa. L’esecuzione della pena capitale nei confronti di Christa Pike in Tennessee, la prima nello Stato da 200 anni a questa parte, “è fallita” e la condannata è stata portata in ospedale. In una nota ufficiale, i suoi legali segnalano la “difficoltà di accesso alle vene, vene rotte, Pentobarbital degradato e assenza di assistenza medica di emergenza”. Anche alcuni testimoni sentiti dai media americani avevano riferito dell’episodio, spiegando che la condannata continuava a respirare anche dopo l’iniezione. I funzionari del Dipartimento penitenziario del Tennessee non hanno confermato pubblicamente l’esito dell’esecuzione, che prevedeva la somministrazione di due iniezioni di pentobarbital, né hanno risposto a una richiesta di informazioni dell’Afp.
“Questa sera lo Stato del Tennessee ha nuovamente fallito nell’esecuzione di una condanna a morte legittimamente disposta”, hanno dichiarato in una nota gli avvocati. “Christa è ricoverata in un ospedale nelle vicinanze. Non siamo stati informati sulle sue condizioni”, aggiungono i legali della donna. Nella prigione di massima sicurezza in cui era in programma la messa a morte di Pike, erano presenti anche dei giornalisti, in qualità di testimoni. “Sembra che non sia andato tutto come previsto”, ha riferito John North, reporter dell’emittente Wbir. “Quando abbiamo lasciato l’edificio, per quanto ne sapevamo, probabilmente era ancora viva”.
L’esecuzione di Pike avrebbe dovuto essere la 30esima dall’inizio dell’anno negli Stati Uniti, 16 delle quali sono avvenute in Florida (sud-est), tutte eseguite mediante iniezione letale. Il governatore repubblicano del Tennessee, Bill Lee, aveva respinto lunedì le richieste di commutazione della pena per Pike, nonostante gli appelli di numerose organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International.
La donna è stata condannata a morte per l’omicidio, commesso nel 1995, di Colleen Slemmer, 19 anni, una sua compagna nel programma di formazione professionale Job Corps di Knoxville. Pike aveva allora 18 anni. Il delitto era legato a una rivalità sentimentale. I suoi due complici, anch’essi adolescenti – il suo fidanzato dell’epoca, 17 anni, e un’altra ragazza di 18 – hanno evitato la pena di morte. Il primo è stato condannato all’ergastolo, mentre la seconda ha ricevuto una pena sospesa in cambio della sua testimonianza contro gli altri due.
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