Al Consiglio Federale Salvini contro i lombardi: “Gli unici che non si possono lamentare”. E lancia la sfida: “Mi auguro che qualcuno si candidi contro di me”
Il giorno dopo Pontida, Matteo Salvini ha riunito in via Bellerio il consiglio federale della Lega. Un confronto convocato dall’oggi al domani ma senza la possibilità di collegarsi in streaming. E così la maggioranza dei governatori è assente per impegni istituzionali presi da tempo. Così come Luca Zaia, in volo verso l’Armenia. A rappresentare i malumori del Nord rimangono soltanto il governatore lombardo Attilio Fontana e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo che però abbandona la riunione in anticipo “per una visita medica”. Il consiglio dura comunque quattro ore, più di Pontida. E si apre con il “rinnovo della fiducia nei confronti del segretario” come spiega lo stesso Salvini al termine dell’incontro. “Al congresso si discuterà di tutto, la linea politica, le alleanze, le priorità tutto, mica sarà un congresso finto” racconta Salvini accompagnato dalla vice segretaria Silvia Sardone. La data e il luogo del congresso non c’è ancora. “Ma mi piacerebbe Milano. Ho chiesto di fare in fretta entro un mese”. Sarà elettivo? “Mi auguro che qualcuno si candidi conto di me” spiega Salvini che poi lancia un messaggio alla cosiddetta fronda lombarda: “Gli unici che proprio non possono chiedere più rappresentanza e più presenza sul territorio sono i lombardi, lo dico da lombardo, potrebbero essere i veneti o i piemontesi o i siciliani che mi dicono, amico mio troppi lombardi perché su cinque ministri ci sono cinque ministri Lombardi”.
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