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Sunday, October 18, 2026

Netanyahu: "Elezioni saranno cruciali, si vota per la destra o per la Palestina"

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“Queste elezioni sono cruciali per il nostro futuro: o la destra o la Palestina”. E' il messaggio su X del premier Benjamin Netanyahu rivolto ai ''cittadini israeliani'' in vista delle politiche del 27 ottobre prossimo. Il premier appare in una foto sorridente, appoggiato a una berlina.

“Sto girando tutto il Paese e sento il vostro amore per questa terra e le vostre preoccupazioni, ma siamo in bilico tra la destra o la Palestina” scrive nel lungo post. "O il nostro forte governo di destra o un governo di sinistra di Eisenkot con i partiti arabi, Yair Golan, Lieberman e Bennett'' prosegue il leader del Likud scandendo il principale slogan elettorale del suo partito. 

Quindi prosegue "Per vincere, l'amore e il sostegno devono tradursi in voti alle urne: parlate con la vostra famiglia, chiamate i vostri amici. Ogni voto conta e ognuno di voi può fare la differenza''. 

Secondo un nuovo sondaggio condotto dal Times of Israel, il partito Yashar, guidato da Gadi Eisenkot, leader dell'opposizione, ha accumulato un vantaggio significativo sul Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu, ma nessuno dei due schieramenti dovrebbe ottenere la maggioranza alla Knesset. Da mesi i sondaggi prevedono una situazione di stallo nelle elezioni del 27 ottobre. Ciò mostrerebbe il blocco dei partiti a guida ebraica che si oppongono al premier con 54 seggi, contro i 49 del blocco pro-Netanyahu, entrambi al di sotto della maggioranza di 61 seggi nella Knesset, (composta da 120 seggi) necessaria a formare un governo. I partiti arabi otterrebbero 13 seggi mentre i Riservisti, un partito non allineato, ne conquisterebbero quattro.  La scorsa settimana, la divisione tra i blocchi “pro” e anti-Netanyahu" era di 55 a 51.

Qualche giorno fa, il Likud ha annunciato di aver siglato un accordo per la ripartizione dei voti residui con il partito di estrema destra "Sionismo Religioso" del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Secondo i sondaggi attuali, sia il Likud che il Sionismo Religioso si attestano ben al di sopra della soglia di sbarramento, con una proiezione rispettivamente di circa 21 e 6 seggi. Ma sia Smotrich che Ben Gvir (che otterrebbero rispettivamente 8 e 6 seggi) rappresentano quella parte oltranzista del suo governo non gradita alla parte più moderata degli elettori.

Donald Trump e Benjamin Netanyahu

Donald Trump e Benjamin Netanyahu (@web)

Nel suo endorsment non manca di lanciare un appello anche al suo alleato più forte: ''Abbiamo ancora due anni di mandato del mio amico Presidente Trump ed è il tempo necessario per portare a termine i nostri grandi compiti su tutti i fronti''. Uno su tutti la guerra cominciata con Hamas il giorno dopo il massacro del 7 ottobre di 3 anni fa e che recentemente lo ha visto al centro di forti polemiche: il premier e il suo governo erano stati avvisati prima dell'attacco che ha cambiato per sempre gli equilibri già fragili della Regione?

In questi giorni tiene banco la recente drammatica aggressione da parte dei coloni ebraici ai danni della giornalista americana Heidi Levine avvenuta in Cisgiordania. ''Gli attacchi terroristici ebraici, questa volta anche contro una fotoreporter del Washington Post, non sono un fallimento del governo, bensì la politica del governo. Ben Gvir li incoraggia, Netanyahu lo sa e tace", scrive su X il capo dell'opposizione Yair Lapid.

Il premier Netanyahu e il ministro Gvir

Il premier Netanyahu e il ministro Gvir ( @QudsNen )

30/03/2026

Stamane, alla radio Tsafon, Netanyahu ha ammesso: “Non sono sicuro della mia vittoria e sono molto preoccupato, ma non mi ritiro dalla politica in caso di sconfitta”.

Poi ha attaccato il suo rivale più temuto: Gadi Eisenkot, il favorito all'opposizione nei sondaggi, sottolineando che un suo governo dipenderebbe dal sostegno dei partiti arabo-israeliani, una situazione vista ancora con sospetto da molti. 

L'ex capo di stato maggiore delle Idf e attuale leader del partito Yashar, che ha fatto parte del gabinetto di guerra all'inizio del conflitto, ha detto che chiunque fosse al potere il 7 ottobre "non dovrebbe essere un leader nello Stato di Israele", e li ha definiti una "banda di criminali". "Credo che otterremo" una coalizione di maggioranza, ha affermato.

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