L’oppositore russo Kasparov: “Avvertito da Lituania e Usa che la mia vita è in pericolo”
Garry Kasparov ha riferito di essere stato avvertito dai servizi di Lituania e Stati Uniti che la sua vita è in pericolo. “La propensione del Cremlino a uccidere i propri critici e nemici ha una lunga storia – ha scritto sui social l’ex campione di scacchi e oppositore russo -. Quest’anno Mosca ha intensificato le sue azioni segrete e la campagna di sabotaggio in tutta Europa. Quindi la notizia che indica me e il mio collaboratore di lunga data e cofondatore del Free Russia Forum, Ivan Tyutrin, come obiettivi di omicidio non può essere definita una sorpresa, ma è comunque uno shock”. “Né a me né a Ivan è stato detto esplicitamente che fossimo noi gli obiettivi. Siamo stati tuttavia avvertiti dai servizi di sicurezza in Lituania e negli Stati Uniti che le nostre vite erano in pericolo e che avremmo dovuto prendere precauzioni, cosa che ho fatto e continuerò a fare”, ha aggiunto.
Le dichiarazioni di Kasparov giungono dopo che ieri il quotidiano spagnolo El Mundo ha riportato che la Russia avrebbe pianificato per quest’estate l’assassinio di Kasparov, che vive a New York dal 2013, e di un altro dissidente in esilio, Ilya Ponomarev, l’unico deputato russo che ha votato contro l’annessione della Crimea e che, dall’esilio, ha collaborato sul campo con la difesa armata dell’Ucraina.
Nel mirino ci sarebbero stati anche Vladimir Kara-Murza, detenuto in Siberia e liberato nel 2024, e forse anche Ivan Tyutrin, che ha fondato insieme a Kasparov la conferenza Free Russia Forum in Lituania, nonché l’attivista indipendentista baschiro Ruslan Gabbasov, il quale in precedenza aveva scoperto un dispositivo di localizzazione all’interno della propria auto in Lituania.
Secondo la ricostruzione del Mundo, questo mese il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblica un’accusa i cui 5 uomini agli ordini del Cremlino vengono accusati formalmente di complotti che prevedono sorveglianza, reclutamento e uccisione mirata di due esponenti dell’opposizione, i cui nomi non sono stati resi noti ma che secondo la testata spagnola sarebbero proprio Kasparov e Ponomaryov. Entrambi, secondo il quotidiano spagnolo, dovevano essere assassinati negli Usa, mentre una terza vittima doveva essere accoltellata o bruciata con la benzina a Vilnius, capitale della Lituania.
“In questi 20 anni di lotta contro la sanguinosa dittatura di Putin, mi è stato chiesto spesso se fossi preoccupato per la mia incolumità. Di solito rispondevo scherzando: ‘E questo servirebbe a qualcosa?’. Ora ci sono delle accuse relative a un complotto russo per un assassinio sul suolo statunitense”, ha scritto Kasparov. “Ringrazio tutti coloro che hanno espresso la propria indignazione e preoccupazione. Naturalmente ci sono milioni di persone la cui vita è minacciata ogni giorno dalla Russia in Ucraina, e la vittoria dell’Ucraina rimane la migliore forma di sicurezza per me, i miei colleghi e tutta l’Europa”, ha aggiunto. Kasparov assicura che “non mi fermerò e non mi nasconderò”.
Il fuoriclasse della scacchiera ha riferito di essere a Strasburgo, in Francia, dove sta facendo di tutti per “fare pressione tramite la Corte europea dei diritti umani”. “Credo che la miglior difesa sia un buon attacco. Io e la mia famiglia non saremo veramente al sicuro finché Putin sarà al potere in Russia, una situazione condivisa da milioni di persone. E così continuerò a fare tutto il possibile per mobilitare il mondo libero contro la dittatura omicida di Putin, soprattutto sostenendo l’Ucraina militarmente ed economicamente e punendo la Russia in modo analogo”, ha concluso.
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