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Friday, October 30, 2026

10 anni fa il terremoto in Valnerina, la ricostruzione continua tra Norcia e Castelluccio

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A dieci anni di distanza dal terremoto in Valnerina il quadro è quello di una ricostruzione avanzata sul piano procedurale, con molti simboli restituiti alla comunità. Per l’INGV fu l’evento sismico più forte in Italia dopo quello del 1980 in Irpinia (Mw 6.9). L’epicentro tra Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera, a cavallo tra Umbria e Marche. 

Alle 7:40 del 30 ottobre 2016 una scossa di magnitudo 6.5, a circa 9 km di profondità, colpì l’Appennino centrale. Il terremoto arrivò dopo le scosse del 24 agosto, che avevano devastato l’area di Amatrice, e quelle del 26 ottobre. Non provocò morti, ma lasciò feriti, crolli e sfollati. Il crollo più simbolico fu quello della basilica di San Benedetto a Norcia. 

Restano cantieri complessi da chiudere e quasi novecento famiglie ancora in attesa. E resta aperta la questione dello spopolamento delle aree interne. Nella strategia commissariale rientra la candidatura della Civitas Appenninica a Capitale europea della cultura 2033, con Norcia capofila.

Il bilancio della ricostruzione privata

I dati diffusi il 29 ottobre dalla Struttura commissariale e dalla Regione Umbria, elaborati dall’Ufficio speciale ricostruzione (USR), mostrano un avanzamento reale ma ancora incompleto. Dal 2016 sono stati aperti 4.054 cantieri privati, di cui 2.625 conclusi. I contributi concessi ammontano a circa 1,64 miliardi di euro, 1,09 dei quali già liquidati. 

La ricostruzione leggera ha registrato 2.107 cantieri conclusi, l’89% di quelli avviati. Per quella pesante i lavori terminati sono 518, circa il 31%. È qui che si concentra il lavoro ancora da fare, perché gli interventi strutturalmente più complessi richiedono tempi più lunghi. 

L’indice complessivo di attuazione delle procedure di competenza dell’USR è pari al 92%, e nove pratiche su dieci sono state evase. Questa percentuale misura l’iter amministrativo, non i lavori fisici conclusi. A Norcia, in particolare, le istanze accolte sono 1.322 (il 73%), mentre 336 (il 19%) sono state rigettate o archiviate. 

Il ritorno a casa

In Umbria sei famiglie su dieci sono già rientrate nelle proprie abitazioni, mentre 877 nuclei attendono ancora. Nel 2022 le richieste di assistenza abitativa (CAS, SAE e altre forme) erano 1.731, circa il doppio di oggi. 
 

Opere pubbliche, chiese e servizi

Per la ricostruzione pubblica sono stati programmati 834 milioni di euro per 574 interventi finanziati, e il 97,5% risulta avviato, almeno con la nomina del responsabile del procedimento. Nel 2026 sono tornati alla città di Norcia il Palazzo comunale, dotato di isolatori sismici, e il Teatro civico. A Cascia sono stati restituiti il Municipio e la chiesa di San Francesco. 

Oggi, 30 ottobre, giorno dell’anniversario, sono in programma le inaugurazioni degli edifici ospedalieri di Norcia e Cascia, ricostruiti ex novo con criteri antisismici avanzati. 

Per il patrimonio religioso e culturale, sono 194 le chiese e i beni culturali finanziati, con 153 milioni di euro, e l’80% degli interventi (progettazione inclusa) è stato avviato. La basilica di San Benedetto è stata riaperta un anno fa, il 30 ottobre 2025. Ora si attende la restituzione dell’abbazia di Sant’Eutizio a Preci, dove sono già stati completati la copertura della chiesa e il ricollocamento del rosone ricomposto con i frammenti originali. A Norcia sono invece partiti da pochi giorni i lavori sul complesso monumentale di San Francesco. 

Castelluccio e le scuole

Il caso più ambizioso è Castelluccio di Norcia. Il modello scelto è una ricostruzione integrata pubblico-privato, con una piastra di fondazione dotata di 300 isolatori sismici su cui rialzare edifici privati e spazi pubblici. 

Sul fronte scolastico, è stata individuata una nuova impresa esecutrice per riprendere i lavori del polo scolastico di Norcia, mentre proseguono quelli dell’istituto Beato Simone Fidati di Cascia. 

La voce del territorio

Il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, ha dichiarato al Corriere dell’Umbria che la ricostruzione pesante è al 60%, le opere pubbliche tra il 50 e il 60%, mentre le opere già finanziate sono completate al 100%. Con la nuova fase di finanziamenti l’obiettivo è chiudere i lavori pubblici ancora da realizzare. Quelle del sindaco sono stime del Comune e non coincidono con le statistiche regionali dell’USR, che usano criteri diversi. 
 

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