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Saturday, September 19, 2026

Pignoramento conto corrente, in quali casi può scattare, come funziona e quanto dura

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Il pignoramento del conto corrente è un atto esecutivo con cui un creditore (privato o pubblico) ottiene il blocco di somme di denaro sul conto di un debitore, per riscuotere un debito non saldato. Di fatto, l’istituto bancario è obbligato a trattenere le somme disponibili sul conto fino a coprire l’importo del debito, impedendo al titolare di utilizzarle.

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Quello che devi sapere

Le tipologie

Il pignoramento di conto corrente rientra nella tipologia dei pignoramenti presso terzi che coinvolge, oltre al creditore e al debitore, anche una parte terza (l’istituto nel quale il debitore ha un conto). Esistono due tipologie: il pignoramento ordinario e quello esattoriale, che riguarda l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Vedi anche: Conti correnti, Agenzia Entrate accelera i pignoramenti: chi rischia e quando scattano

Pignoramento ordinario

Questa tipologia può essere disposta da creditori privati (banche, finanziarie, fornitori, privati cittadini) che abbiano ottenuto un titolo esecutivo dal tribunale. Il pignoramento ordinario presso terzi richiede quindi l'intervento del giudice (un decreto ingiuntivo o un altro titolo esecutivo) che attesti la notifica al debitore un atto di precetto. Se dopo 10 giorni dalla notifica non viene effettuato alcun pagamento al creditore si può procedere con la richiesta all’ufficiale giudiziario di eseguire la notifica dell’atto di pignoramento al debitore e al terzo pignorato (la banca). Il pignoramento deve essere iscritto a ruolo entro 30 giorni.

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Pignoramento esattoriale

La seconda tipologia può essere avviata solo dall’Agenzia delle Entrate o altri enti di riscossione che hanno il potere di procedere al pignoramento in modo diretto, senza passaggi giudiziari, ma solamente sulla base di cartelle esattoriali non pagate. Viene inviato un ordine di pagamento alla banca che ha 60 giorni di tempo per eseguirlo, trattenendo le somme e impedendo quindi al titolare di usufruirne.

Quali sono i limiti di pignorabilità

In entrambi i casi la legge prevede soglie di impignorabilità a tutela del debitore. Alcune somme non possono essere bloccate o possono esserlo solo parzialmente. Il saldo disponibile al momento della notifica viene di fatto congelato. Per quanto riguarda stipendi e pensioni già accreditati sul conto al momento del pignoramento, la quota impignorabile è pari al triplo dell'assegno sociale (una soglia che viene aggiornata annualmente). Solo la parte eccedente quella soglia può essere pignorata. Per fare un esempio, l’assegno sociale mensile nel 2026 è di circa 546 euro: il limite impignorabile sul conto corrente per le somme già accreditate è al momento poco più di 1600 euro. Per quanto concerne lo stipendio non ancora accreditato, può essere pignorato solo nella misura di un quinto, mentre la pensione può essere pignorata nella misura di un quinto della parte eccedente il doppio dell’assegno sociale (circa 1.092 euro nel 2026). Per i crediti fiscali dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione le regole variano in base all'importo del debito. Infine da ricordare che alcune somme di natura assistenziale o previdenziale sono totalmente impignorabili per legge, indipendentemente dall’importo.

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Il caso del conto cointestato

Teoricamente il pignoramento dovrebbe colpire solo la quota del debitore. Ma nella pratica bancaria questo principio si scontra con evidenti limiti operativi. Molti istituti, soprattuto nei pignoramenti ordinari, seguono una linea di prudenza vincolando l’intero saldo del conto cointestato. Il cointestatario non debitore deve tutelarsi dimostrando con prove documentate al giudice che le somme vincolate non appartengono, in tutto o in parte, al debitore. A quel punto il giudice può disporre lo svincolo parziale o totale delle somme non pignorabili.

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Lo sblocco del conto pignorato

Il pignoramento può essere risolto in vari modi che permettono quindi di sbloccare il conto. Questo accade quando la banca riceve comunicazione da parte del creditore che il debito è stato saldato prima della scadenza del termine per l’iscrizione a ruolo. Pagando il proprio debito si rientra nella disponibilità del conto corrente. O ancora quando la banca riceve comunicazione che la procedura non è stata iscritta a ruolo. La procedura esecutiva si estingue anche a seguito di provvedimento di estinzione, emesso dal giudice, oppure si conclude con l’ordinanza di assegnazione delle somme vincolate a favore del creditore. Nel caso di debiti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, è possibile richiedere una rateizzazione. Se la richiesta viene accolta, il pignoramento viene sospeso e il conto torna disponibile, ma le rate devono essere sempre pagate con regolarità. Ci si può infine opporre al pignoramento, se si ritiene che sia illegittimo. Il giudice in quel caso può disporre l’annullamento del pignoramento.

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