Il sabato al poligono di Futuro nazionale tra sport e politica
"Siamo qui per lo sport e per avvicinare i giovani alla politica". La risposta diretta, i dirigenti di Futuro Nazionale Basilicata, l'hanno data ai giornalisti che li hanno raggiunti in un poligono di tiro di Tolve, piccolo paese a una ventina di chilometri da Potenza, dove sono arrivate una trentina di persone, quasi tutte giovani. Ma, di certo, l'hanno voluta inviare anche a chi, tra associazioni e forze politiche di centrosinistra, con in testa il Movimento cinque stelle, ha aspramente criticato il sabato lucano del partito fondato da Roberto Vannacci. "No, non ne ho parlato" con l'ex generale", ha ammesso ai cronisti Giulio Curatella, il responsabile regionale di Fn, che ha organizzato l'iniziativa denominata 'Accademia dei Futuristi'. Il termine 'Accademia', guarda caso, c'è anche nella denominazione del poligono, 'Accademia dei Cavalieri'; mentre dei 'Futuristi' è stato inserito come genitivo del 'Trofeo', che ha assegnato coppe, con alla base i colori bianco, rosso e verde della bandiera italiana per i primi tre classificati e medaglie per tutti gli altri partecipanti.
La "competizione simbolica di precisione" ha chiuso il programma della mattinata, cominciata con una lezione teorica e proseguita con una sessione di prova. Il tutto, nel segno di tre parole chiave: formazione, disciplina e sicurezza, scritte in maiuscolo nella locandina diffusa sui social da Futuro Nazionale per l'iniziativa che ha avuto tra gli obiettivi pure quello di "approfondire la cultura della sicurezza e della responsabilità nell'approccio alle armi" perché "in Italia con c'è bisogno di più armi, ma c'è bisogno di più responsabilità, di più senso civico, di un maggior impegno sociale, soprattutto dei giovani". Nelle dichiarazioni alla stampa, Curatella ha inoltre insistito su "sport e politica: non esistono sport politicamente corretti e sport politicamente scorretti. Il tiro è uno sport olimpico, storico, antichissimo ma poco conosciuto tra i giovani. Non siamo qui per un allenamento militare, ma solo per questo sport e per far avvicinare i giovani alla politica. Come Futuro nazionale - ha aggiunto Curatella - crediamo molto nei giovani e nello sport, anche come strumento sociale e di aggregazione politica.
Di recente abbiamo organizzato pure un torneo di calcetto, ma in quel caso non c'erano state polemiche. Noi sosteniamo tutto ciò che è sport e che aiuta i giovani a fare una vita sana, lontana da alcol e droga: il tiro ha la stessa dignità e lo stesso valore di tutti gli altri sport". Parole che non hanno convinto le consigliere regionali lucane del M5S, Alessia Araneo e Viviana Verri: "Un partito che addestra i suoi iscritti al tiro sceglie di avvicinarsi a un confine che la Repubblica ha voluto tenere ben visibile", hanno detto facendo riferimento alla Costituzione.
"I Costituenti avevano visto da vicino che cosa accade quando partiti e armi si confondono, e all'articolo 18 hanno scritto che sono proibite le associazioni che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare. Nessuno sostiene che una mattinata al poligono ricada in quella norma. La norma però - hanno sottolineato le penstallate - esprime un principio che va oltre il suo perimetro: in una democrazia la forza armata appartiene allo Stato, e i partiti concorrono alla vita del Paese con il metodo democratico, come chiede l'articolo 49".
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