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Monday, October 19, 2026

Cittadinanza agli stranieri, stretta su reati e lingua italiana: verso il voto alla Camera

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La proposta della Lega introduce nuovi divieti per gli stranieri nati in Italia condannati per alcuni reati e amplia i casi di revoca. Per matrimonio e naturalizzazione si estende l’obbligo di dimostrare almeno il livello B1 di italiano. Previsto anche il giuramento in italiano

I punti chiave

Condanne per terrorismo, spionaggio e altri reati potranno chiudere la strada alla cittadinanza agli stranieri nati in Italia. Per matrimonio e naturalizzazione, anche chi ha firmato l’accordo di integrazione o ha il permesso Ue di lungo periodo dovrà documentare un italiano almeno di livello B1.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

È la stretta proposta da Igor Iezzi (Lega), relatrice Simona Bordonali, che arriva oggi per il voto alla Camera. Il testo amplia anche i reati che fanno perdere la cittadinanza già ottenuta.

La proposta è stata accolta dal leader della Lega Matteo Salvini, che giovedì scorso ha voluto precisare che la norma rappresenta una «battaglia», una «proposta della Lega non solo per togliere la cittadinanza e il permesso di soggiorno agli stranieri che commettono gravi reati ma per non darla ai minorenni che vengono arrestati per spaccio di droga, perché noi vogliamo le persone per bene, non gli spacciatori».

I nuovi divieti

Oggi lo straniero nato in Italia, con residenza regolare e ininterrotta fino ai 18 anni, può diventare italiano con una dichiarazione da presentare, di regola, entro i 19.

La proposta aggiunge il blocco per i reati contro lo Stato e i diritti politici puniti con il carcere e per quelli che comportano la revoca della cittadinanza. Per produzione, traffico e detenzione illecita di droga, anche in forma associata, o per reati aggravati da discriminazione o odio etnico, nazionale, razziale o religioso, serve una condanna a più di tre anni di carcere.

La pena sospesa non blocca l’acquisto se, nei termini della sospensione, non sono stati commessi altri reati. La riabilitazione elimina l’ostacolo. Chi è imputato per questi reati deve aspettare la sentenza definitiva. Per queste pratiche il termine diventa di due anni dalla domanda, prorogabili a tre.

Anche chi chiede la cittadinanza per residenza sarà soggetto ai divieti già previsti per il matrimonio. Con un procedimento per i reati interessati, la pratica resta sospesa fino alla notifica dell’archiviazione o dell’assoluzione definitiva. Anche qui la riabilitazione elimina l’ostacolo.

Italiano e giuramento

Per matrimonio e naturalizzazione, anche chi ha firmato l’accordo di integrazione o ha il permesso Ue di lungo periodo dovrà documentare un italiano almeno di livello B1. Si potrà dimostrarlo con un titolo di studio idoneo o una certificazione linguistica valida. Resta esonerato chi, per età, malattie o disabilità, ha gravi difficoltà a imparare la lingua, certificate da una struttura sanitaria pubblica.

Il giuramento sarà in italiano. Resta esonerato chi non può prestarlo per una grave disabilità accertata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Ssn.

Chi potrà perderla

La revoca, già prevista per alcuni reati di terrorismo ed eversione, riguarda chi diventa italiano per matrimonio, per naturalizzazione o con la dichiarazione prevista per i nati in Italia alla maggiore età. Sono esclusi i cittadini per nascita.

La proposta estende la revoca ai reati commessi con metodo mafioso o per favorire le cosche, anche straniere. Si aggiungono tratta, mutilazioni genitali femminili e morte o lesioni conseguenti ai reati di immigrazione clandestina. Entrano anche specifici reati informatici contro sistemi di interesse militare, per l’ordine e la sicurezza pubblica, la sanità, la protezione civile o comunque di interesse pubblico. Dal testo originario escono omicidio e alcuni reati sessuali.

La revoca è disposta dal capo dello Stato, su proposta del ministro dell’Interno, entro dieci anni dalla condanna definitiva. Occorre avere o poter ottenere un’altra cittadinanza.

Per riavere la cittadinanza italiana serviranno una dichiarazione e dieci anni da quando diventa definitiva la decisione sulla fine della pericolosità sociale. In quel periodo non dovranno esserci nuove condanne definitive o dichiarazioni di pericolosità per reati che comportano la revoca. Il Viminale potrà opporsi per gravi e comprovati motivi, con parere favorevole del Consiglio di Stato, entro un anno dal maturare dei requisiti.

Riproduzione riservata

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  • Ivan Cimmarustigiornalista

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Sicurezza, giudiziaria, inchieste, giustizia tributaria

    Premi: Nel 2011 tra i vincitori del Premio Internazionale Antimafia Livatino-Saetta

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