The Jerusalem PostIran split screen: When US, Israeli interests reach a fork in the road - analysisRTP DesportoBrandon McNulty fugiu para o arco-íris na prova de fundoESPN DeportesPumas se derrumba en casa y San Luis marca el terceroESPNUSC suspends LB Stephens after ejection for hit on Oregon QB MooreDaily MaverickUK PM Burnham refuses to back Heathrow’s third runway projectVanguardSerbia’s President resigns to run for PM in October electionBillboardFans Choose Madonna & Charli xcx’s ‘Danceteria Afterhours’ as This Week’s Favorite New MusicBBC NewsWhat we know about RAF base counter-terror investigationNOSRecordwarm einde van september op komstDeadlineBill Gates Warns Unregulated AI Development Could “Cause A Billion Deaths”Aitnewsمايكروسوفت تعيد تصميم Copilot.. تطبيق واحد يجمع الذكاء الاصطناعي وتطبيقات والبرمجةABC NewsUK police arrest 5 men under terrorism, explosives acts close to US air base
The Daily Newsstand · Free, Always
Sunday, September 27, 2026

Referendum, gli svizzeri bocciano la "iniziativa sulla neutralità"

Translate

Gli svizzeri hanno bocciato oggi alle urne l'Iniziativa sulla neutralità: è quanto indica una proiezione diffusa dall'istituto demoscopico gfs.bern per conto della Società svizzera di radiotelevisione (Ssr), secondo cui il testo promosso dai nazionalisti di Pro Svizzera, che vogliono una Svizzera neutrale, sovrana e indipendente sia dalla UE sia dalla Nato, e da alcuni esponenti dell'Udc (Unione democratica di centro) è stato respinto dal 70,15% degli aventi diritto. L'affluenza è stata del 46%. "Non sarà una giornata appassionante", ha commentato alla radio pubblica svizzera di lingua tedesca Srf il politologo di gfs.bern, Urs Bieri - il voto contrario è netto".

Il testo, la cui denominazione ufficiale è "Salvaguardia della neutralità svizzera", chiedeva di inserire nella Costituzione federale un nuovo articolo, per affermare che la neutralità svizzera deve essere permanente e armata e che la Svizzera non può aderire ad alcuna alleanza militare o di difesa, fatta salva una collaborazione con alleanze militari in caso di aggressione militare diretta. Nell'articolo si affermava inoltre che la Svizzera non partecipa a scontri militari tra Stati terzi e non adotta neanche misure coercitive non militari nei confronti di Stati belligeranti, ad eccezione degli obblighi nei confronti delle Nazioni Unite e delle misure volte a impedire l’elusione di misure coercitive non militari adottate da altri Stati. La confederazione elvetica inoltre si avvarrebbe della propria neutralità permanente per prevenire e risolvere conflitti, offrendo i propri buoni uffici in qualità di mediatrice. 

Secondo i sostenitori del referendum e della neutralità, oggi il principio di neutralità svizzera si ritrova sempre più svuotato del suo significato e modellato a piacimento per avvicinarsi ad esempio alla Nato questo costituisce un pericolo sia per l'economia sia per la credibilità della Confederazione, in primis per il suo storico ruolo di mediatrice. Per i contrari al referendum e all'iniziativa sulla neutralità, invece, tra cui il Consiglio federale, una nuova definizione è superflua e restringerebbe in maniera eccessiva il margine di manovra della politica estera del Paese, minando quella flessibilità che, a detta di molti, è la vera forza della neutralità elvetica. Il testo era stato da più parti bollato come nocivo per la sicurezza e qualcuno lo aveva anche etichettarlo come pro-Putin.

La reazione di PRO SVIZZERA ai risultati elettorali

Subito dopo la diffusione dei risultati elettorali il partito “Pro Svizzera” ha commentato i risultati così sul suo sito:

"Il Comitato per la salvaguardia della neutralità svizzera prende atto con grande rammarico del NO all’iniziativa sulla neutralità. La Svizzera perde così l’occasione di proteggersi dalle pressioni politiche interne ed estere. Ciò aumenta il rischio di guerra in Svizzera. Per la credibilità della neutralità svizzera a livello mondiale, questo NO rappresenta un grave ostacolo.

Il dibattito su questa votazione ha dimostrato che la Svizzera non è giunta alla fine di una discussione sul significato della neutralità svizzera, ma che è solo all’inizio. La campagna di voto ha portato, in modo trasversale a tutti i partiti, la questione della «guerra» o del pericolo di guerra alla ribalta nell’opinione pubblica, nella politica, negli ambienti della politica di sicurezza e nei vertici dell’esercito. Si tratta di un inizio promettente.

Proprio perché la guerra è tornata in Europa, la Svizzera deve reintrodurre con serietà nel dibattito sulla difesa i temi della guerra e della pace, della sicurezza e della difesa nazionale.

Ora le promesse devono essere mantenute

Dopo il NO alla norma costituzionale, spetta ora agli oppositori dell’iniziativa sulla neutralità la responsabilità di impedire la guerra. Essi hanno sottolineato che la Svizzera rimarrà neutrale. Il consigliere federale Ignazio Cassis ha dichiarato nella conferenza stampa dell’11 agosto 2026: «La Svizzera era neutrale, è neutrale e rimane neutrale». Cosa ciò significhi, lo dirà il futuro. È necessario osservare con attenzione l’operato del governo. Il rigoroso rispetto della neutralità è ancora possibile. Non sarà però sancito da una norma costituzionale.

La realtà diventa la pietra di paragone della neutralità

Dall’inizio della guerra in Ucraina, la Svizzera ha ripetutamente adottato le misure sanzionatorie dell’UE contro la potenza nucleare russa, il che ha reso la Svizzera parte belligerante.

Ciò ha già comportato conseguenze negative per le imprese – vedi l’amministrazione controllata imposta a Nestlé in Russia – e ha indebolito la diplomazia di pace. Allo stesso tempo, prosegue pericolosamente il rafforzamento della cooperazione in materia di politica di sicurezza con l’UE – ormai indebolita sul piano interno ed economico – e, in particolare, con la NATO.

Una neutralità credibile consente alla Svizzera di offrire attivamente i propri buoni uffici e, quale Stato indipendente, di godere di fiducia a livello mondiale.

Permanente, armata e totale

La neutralità non significa indifferenza nei confronti della guerra e della sofferenza, ma tutela della propria indipendenza e sicurezza. Consente alla Svizzera di portare avanti la propria tradizione umanitaria e i suoi buoni uffici.

Il dibattito continua

Il No all’iniziativa non ha risolto la questione della neutralità – questa è entrata in una nuova fase di incertezza.

Il comitato ringrazia tutti i cittadini e le cittadine che si sono impegnati a favore di una neutralità svizzera chiaramente sancita nella Costituzione. Il dibattito continua. La neutralità svizzera rimane uno dei compiti politici più importanti della Svizzera, che il popolo svizzero non deve lasciarsi sfuggire di mano: chi vuole la pace, si prepara alla guerra."

View the original on Rai News →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.