Raffreddore, tosse e virus intestinale: è boom fra i bambini sotto i 5 anni

Raffreddore, tosse e virus intestinale stanno rovinando l’autunno a moltissimi italiani. “Siamo entrati nella stagione dei virus respiratori, ma attenzione: non tutto quello che chiamiamo influenza lo è davvero. Siamo ancora in una fase di intensità basale, ma i virus stanno già circolando e si fanno sentire”, avverte il virologo Fabrizio Pregliasco direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva all’Università Statale di Milano.
I virus in circolazione
“In questo momento prevalgono soprattutto i rhinovirus, responsabili di molti raffreddori, insieme ai virus parainfluenzali e agli adenovirus. L’influenza vera e propria è già presente, ma per ora rappresenta una quota minoritaria delle infezioni respiratorie. La fascia più colpita – aggiunge lo specialista – è quella dei bambini sotto i cinque anni, con 25 casi ogni mille assistiti: un’incidenza circa tre volte superiore a quella generale”.
Accanto ai virus respiratori, ci sono quelli gastrointestinali come i norovirus, “che provocano vomito, diarrea e crampi addominali. Sono infezioni diverse, che possono circolare contemporaneamente, soprattutto nelle famiglie e nelle comunità. Insomma, siamo nella ‘fase di riscaldamento’ della stagione dei virus. Non è ancora il momento di massima circolazione influenzale, ma dobbiamo prestare attenzione”, sintetizza Pregliasco.
Come gestire virus e malanni di stagione
Come comportarsi in questi casi? “La prima regola è di non avere fretta di guarire. Il nostro organismo ha bisogno di tempo per reagire all’infezione. Per tosse, raffreddore e febbre sono importanti il riposo, una buona idratazione e l’uso appropriato di farmaci sintomatici, quando necessari. La tosse può continuare anche dopo la scomparsa degli altri sintomi, ma questo non significa automaticamente che sia comparsa una bronchite batterica o che serva un antibiotico”, risponde il virologo.
Quanto ai virus intestinali, la priorità è evitare la disidratazione. Bisogna bere frequentemente, anche a piccoli sorsi, utilizzando soluzioni reidratanti orali quando necessario, soprattutto per bambini e anziani. “Non servono digiuni prolungati o diete particolarmente restrittive. Si può riprendere gradualmente a mangiare secondo la propria tolleranza. Occorre invece maggiore prudenza nelle persone fragili, negli anziani e in chi soffre di malattie croniche”, avverte Pregliasco.
I segnali da non sottovalutare
Nella maggior parte dei casi queste infezioni si risolvono spontaneamente, ma esistono segnali da non sottovalutare. Una febbre che persiste o ricompare dopo un miglioramento, una tosse accompagnata da difficoltà respiratoria, dolore toracico o un peggioramento delle condizioni generali richiedono una valutazione medica. Per i disturbi intestinali – ribadisce – il pericolo principale è la disidratazione, soprattutto nei bambini piccoli e negli anziani. Bisogna prestare attenzione alla riduzione della quantità di urina, alla marcata debolezza e all’incapacità di assumere o trattenere liquidi”.
Che cosa dobbiamo aspettarci nelle prossime settimane? “Le infezioni respiratorie stanno aumentando, ma l’influenza non ha ancora raggiunto una circolazione predominante. È ragionevole attendersi un’ulteriore crescita delle infezioni respiratorie con l’avanzare della stagione fredda, anche se non possiamo prevedere con precisione quando arriverà il picco”, avverte Pregliasco.
L'importanza della vaccinazione
“Questo è il momento giusto per vaccinarsi contro l’influenza, soprattutto per anziani, persone fragili e categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata. Ma non dimentichiamo le misure di prevenzione: lavarsi le mani, arieggiare gli ambienti, evitare di frequentare luoghi affollati quando si è malati e proteggere le persone più vulnerabili. Insomma i virus sono arrivati, ma non dobbiamo confondere ogni raffreddore con l’influenza e ogni tosse con una malattia da curare con antibiotici”, chiosa il virologo.
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